Rilasciata la concessione edilizia per dieci appartamenti di edilizia economico popolare nell´agro di Alghero. Salta all´occhio l´anomalia nelle opere di urbanizzazione obbligatorie per legge (assenti)
ALGHERO - Che le politiche della casa abbiano segnato un generale fallimento ad Alghero è cosa assodata e risaputa, se è vero che in dieci anni di amministrazione del centro-destra nessuna casa popolare è stata realizzata nel territorio della Riviera del Corallo, nonostante la forte richiesta e le condizioni di grande disagio che investono molte giovani coppie e non solo. Negli ultimi giorni del 2011 però, qualcosa si è mosso. Seppur destinato a far discutere.
Rilasciata dal comune, infatti, dopo un lungo iter burocratico, la concessione edilizia per la costruzione di dieci alloggi all'Azienda Regionale Sarda per l'Edilizia Abitativa - Distretto di Sassari (è la pratica numero 2011/0450) a Sa Segada. Si tratta delle prime case popolari inserite in un piano di zona della borgata algherese che dovrebbe prevedere, in totale, circa mille abitanti insediabili.
Concessione discutibile, che non mancherà di creare problemi, soprattutto se si considera la mancanza totale delle necessarie opere di urbanizzazione. Ecco allora cosa riporta la concessione per l'esecuzione delle opere edili: «resta inteso che non potrà essere rilasciato il certificato di agibilità se non dopo l'avvenuto collaudo delle opere di urbanizzazione» (opere, sia chiaro, che spettano al comune).
Calich e depuratore. Un fattore non trascurabile poi, sarebbe riferito proprio ai futuri allacci fognari che dovranno essere innestati al depuratore di San Marco, già al centro di grandi polemiche circa la portata in abitanti equivalenti (per evitare la Valutazione d'impatto ambientale l'impianto era stato collaudato a 77mila 500). Il futuro allaccio insomma, non potrà prescindere dall'autorizzazione della Provincia, che non potrà esimersi da riconteggiare le reali portate.
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