Situazione molto chiara nei rapporti tra partiti Centristi e Teddiani, nonostante i tentativi di alcuni esponenti politici di ritrovare l´intesa (im)possibile
ALGHERO - L'intesa (im)possibile titola il
Quotidiano di Alghero ormai da qualche giorno: insanabili divisioni che solo qualche mese fa hanno portato alla clamorosa sfiducia di Marco Tedde, unite alle profonde divergenze di programma che nelle ultime ore vengono a galla. Dal Puc della discordia, fino all'abolizione delle società partecipate Meta e in House, è lunga la serie di contrapposizioni tra
Teddiani ed esponenti del
Terzo polo, nonostante il gran lavoro di ricucitura in atto.
Il motivo, neanche a dirlo, sembra chiaro: nessuno si fida più di nessuno. E proprio in quest'ottica molti esponenti di entrambe le fazioni non riterrebbero più vincente la scelta di ripresentarsi davanti agli elettori con un'alleanza che rischia di fare acqua da tutte le parti. Da parte di Udc, Psd'Az, Fli e Riformatori il messaggio inviato ad
Ama è chiaro: il sindaco non si discute -
Francesco Marinaro - così come gli aspetti qualificanti del programma. Un programma che dal Popolo della Libertà è bollato addirittura come «di sinistra», col coordinatore provinciale Temussi che sotto certi aspetti lo qualifica «irricevibile».
Chiarezza sul 28 novembre. Sui motivi della palese rottura in atto tra gli ex alleati, è diretto il coordinatore cittadino Pdl, Michele Pais, che vuole vederci chiaro e pretende un'assunzione di responsabilità da parte di quegli esponenti di Udc, Psd'Az e Fli che hanno sfiduciato il
28 novembre 2011 l'ex amministrazione Tedde. «In mancanza di questo - precisa - i cittadini non capirebbero». Poi chiede un giudizio di merito sui nove anni trascorsi insieme.
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