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Il Quotidiano di Alghero 1 aprile 2012
EDITORIALE | Raffinata veronica
L´editoriale di Alguer.it


Dice Angelino Alfano che il Pdl cresce nei sondaggi e sta recuperando lo svantaggio con il Pd, si conferma componente responsabile della maggioranza parlamentare costretta a sorreggere la correzione tecnica della politica italiana inventata da Giorgio Napolitano e attuata da Mario Monti, si prepara a riformare la legge elettorale in vantaggio politico, si può persino vantare di aver spostato a destra il vento che spira dal governo Monti e soprattutto si dimostra consapevole di poter fare a meno, almeno nel quotidiano gioco fra i partiti, di Silvio Berlusconi. Ma tutto questo ad Alghero nessuno sembra averlo capito. Anzi, nel momento in cui il segretario nazionale dimostra che il Pdl esiste anche sul territorio, che si può articolare in tutto il paese come un partito normale, con il suo potere locale e i suoi congressi, insomma si è solidificato, ad Alghero sembra essersi dissolto con il primo sole della primavera catalana, il partito del sindaco intorno a cui si è riconosciuto il blocco sociale dei costruttori che hanno governato per dieci anni la città, e la città ne porta i segni evidenti sul suo tessuto culturale e morale oltre che politico.

Dopo la candidatura di Francesco Marinaro il disegno di Marco Tedde, costretto dalla legge elettorale a passare la mano, sembra essersi disciolto. Altro che «partito liquido», come chiama «il popolo di Berlusconi» il Foglio di Giuliano Ferrara! Non ha più nessun fondamento senza il suo fondatore, appunto. Ma se a Roma e a Milano, a Villa Certosa e a Palazzo Grazioli sono in molti a porsi il dilemma fino a ora impensabile, «come si fa a vincere senza Berlusconi», il centrodestra di Alghero sembrava aver già deciso che si sarebbe potuto vincere senza Marco Tedde. Il trasformismo in politica può, a seconda dei casi della storia, essere anche una dote. Certo è che la funambolica uscita di ieri pomeriggio, quando in un comunicato la Lista Tedde si è schierata, dopo tanta resistenza contro l’operazione centrista, con lo stesso Marinaro, non ha precedenti nella casistica recente della politica algherese. E nemmeno in quella antica.

Tradisce una certa urgenza il comunicato con cui Tedde rimette in gioco il suo ruolo politico. L'italiano è francamente claudicante. La sintassi affrettata. L'argomentare tutto politichese, come se chi l'ha scritto non credesse, anche lui, a quello che sta leggendo. Che cinismo machiavellico! Che raffinata veronica: olè! Che passo doppio laterale: gli scacchisti la chiamano «la mossa del cavallo». Che si tratti di un purosangue è tutto da vedere. Invece ciò che si vede con trasparente chiarezza è che quel blocco economico che ha governato la città, si pensi al ruolo di direzione urbanistica della città svolto dal gruppo Giorico attraverso il Pdl, non si può permettere di perdere la sua influenza. Più che una bandiera è la presenza di Gianni Martinelli, già candidato alle regionali nelle liste Pdl, per poco primo dei non eletti, e poi assessore all'Ambiente e consigliere comunale, ruolo da cui si era dimesso per evitare il conflitto di interessi durante le riunioni di giunta sul Puc, proprio per la funzione che svolge nel gruppo Giorico.

E allora, se è vero che a tessere la trama, invero con grande efficacia, sono stati i Riformatori sotto l’abile direzione di Pietrino Fois, immaginare che il gruppo che si riconosce intorno a Marco Tedde si potesse trovare escluso dai giochi del potere comunale era davvero impensabile. Ma che strana vittoria sarà se sull’altare del successo eventuale di Francesco Marinaro è stato necessario sacrificare la vita stessa del Pdl? Alguer.it ha già svelato il sottile gioco politico architettato da Marco Tedde per garantire al suo blocco di potere la transizione. Perciò non ci ha meravigliato se nelle 26 pagine dettagliate su cui Marinaro ha fondato la sua candidatura alla poltrona di sindaco si è letto un atto di accusa alle scelte fondamentali della giunta Tedde. La cronaca dei fatti è impietosa a rileggerla alla luce della notizia della «grande conversione».

Commentando il programma del Terzo polo su Alguer.it abbiamo scritto: «Salta all'occhio la cancellazione della Fondazione Meta e della società In House (la partecipata pubblica che si occupa delle manutenzioni), con la riconsiderazione, nell'immediato, delle competenze, della composizione e il reclutamento, sia del management che del personale impiegato. La proposta programmatica - che anticipa una decisione al vaglio del Governo Monti, assume un valore non secondario, anche in considerazione dell'importanza che le due società comunali, fortemente volute dall'ex amministrazione Tedde insieme alla Secal, rappresentano attualmente». Certo se anche Monti si è messo contro Tedde...

Una situazione che in questo momento sembra tutta favorevole al candidato del centrosinistra Stefano Lubrano, al quale va oggi dato atto di aver segnato un punto pesante sui suoi avversari lanciando l’idea del «garante del mattone», una personalità estranea all’amministrazione, a cui affidare il compito di vigilare sul conflitto di interessi in cui si troverebbe coinvolto proprio Stefano Lubrano se fosse eletto. Soprattutto se dovrà governare l’approvazione del Piano urbanistico comunale. La proposta di Lubrano però, non ci deve far dimenticare, per completezza dell’informazione, che la pietra di inciampo su cui si è infranto il progetto del Pdl è stata proprio la questione delle società e fondazioni a cui il comune aveva affidato le sue prerogative amministrative. Per fare un esempio: che si direbbe se i vigili urbani fossero soppressi e al loro posto la viabilità e tutto il resto fosse affidato a una «fondazione» di vigilantes presieduta dal sindaco?

Il dibattito che ne è seguito in rete ha fatto emergere una domanda che noi giriamo al candidato sindaco del centrosinistra: cosa pensa di fare della Meta e della Secal e di In House? E Valdo Di Nolfo esponente di algueRosa, quindi alla sinistra della coalizione che appoggia Lubrano, ha voluto ricordare, a scanso di equivoci, che contro l’approvazione di Meta ci fu un solo voto contrario. Il suo! Ecco perché a noi di Alguer.it non ci rimane che insistere: urge da destra e da sinistra un elenco chiaro e trasparente sui temi principali che affliggono la città e il suo patrimonio storico e ambientale, culturale e politico. Il vantaggio politico di Stefano Lubrano si può già misurare a occhio nudo, sopratutto se a destra dovesse sopravvivere alla candidatura di Marinaro anche la candidatura di Conoci col simbolo del Pdl, che andrebbe a sommarsi a quella di Maria Grazia Salaris, ormai il vero centro degli schieramenti. Disuniti si perde, infatti! Ma soprattutto quanto potrà valere in termini elettorali la inaspettata confluenza di Marco Tedde? Non basterà a Marinaro aver inserito nel suo programma molte proposte che starebbero bene nel programma del centrosinistra. Pensiamo al Calich, per fare un solo esempio. Ma tocca ancora a Lubrano marcare la differenza. E anche a Mario Bruno!
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