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Il Quotidiano di Alghero 27 maggio 2012
EDITORIALE | Alghero Italia
L´editoriale di Alguer.it


«Abbiamo fatto di tutto per non farlo venire!»: colta al volo, «voce dal sen fuggita», riferita alla discesa in terra di Alghero del segretario del Pd, la battuta viene dal giro più stretto dello staff del candidato Stefano Lubrano. In ossequio alla filosofia di Maurizio Crozza, portatore sano di comicità, («meno Bersani si muove e più il Pd avanza»), nel Pd di Alghero fioriscono le battute scaramantiche. E qualcuno fa pure il verso a Bersani: «Uhè: mica sono venuto qui per fare i ricci al bogamarì». Alghero-Italia: sebbene sia il frutto delle scelte inadeguate della burocrazia regionale, l’interesse della politica nazionale per le elezioni comunali in Sardegna potrebbe avere impreviste influenze sulle scelte dell’elettorato algherese. Perché nel gioco paradossale della politica di oggi in Italia, come Hollande in Francia, proprio l’immagine di perdente di Bersani potrebbe fare la differenza. Almeno al primo turno. Con una certa ingenuità, sia a destra che a sinistra si favoleggia di fantomatici sondaggi, talmente segreti che non si trova in tutta la città un solo interpellato...

Più verosimilmente dovrebbe trattarsi di calcoli pre-elettorali degli schieramenti che, sulla base delle liste sezione per sezione, cercano di misurare il proprio consenso. Ecco: secondo questi calcoli il candidato Francesco Marinaro avrebbe recuperato molta parte del consenso a cui non aveva potuto attingere durante la lunga guerra dentro il centrodestra per arrivare alla sua candidatura. Ma in ogni caso il divario con Stefano Lubrano, che ha potuto metabolizzare tutti i veleni della sua coalizione attraverso le primarie, sarebbe ancora numericamente rilevante. Lubrano è ancora davanti! Ecco perché l’arrivo di Bersani prima e poi di Niki Vendola, potrebbe dare al centrosinistra quel «quid» necessario per diventare un’alternativa concreta al governo della città.
Tutto si gioca sulla scelta che faranno i cittadini elettori. Si lasceranno guidare dai loro interessi primari, che anche gli egoismi sono legittimi in democrazia, confermando il blocco sociale che ha fin qui governato, oppure si lasceranno guidare dalla speranza di una svolta, di un ricambio sociale, persino a rischio di rimanere presto delusi? Insomma avrà la meglio la voglia di cambiamento o il desiderio di stabilità nella continuità?

Secondo le analisi più attente, la vittoria di Lubrano è destinata a provocare inevitabilmente un nuovo assetto del potere cittadino. Mentre una vittoria di Marinaro comporterebbe una inevitabile conferma della politica di Marco Tedde. Dipenderà molto dai risultati dei singoli candidati, ma le solite voci di dentro della politica del centrodestra prevedono un successo dei candidati teddiani che contano così di condizionare la prossima giunta. Se vincono! A suo tempo però potevano contare su Berlusconi. Per parare il colpo di Bersani e Vendola, per dire, il centro destra dovrebbe riuscire a portare in piazza Civica Silvio Berlusconi insieme a Beppe Grillo. Quello si che sarebbe un colpo di teatro mortale per gli avversari. Berlusconi invece impegnato a dare lezioni di burlesque al tribunale di Milano per cercare di parare il colpo finale di Ruby Rubacuori, ad Alghero non potrà venire. E allora Grillo si troverà solo di fronte a se stesso. Con Giorgia Di Stefano. Che non può essere scambiata, per quanto ci ha fatto finora vedere, per il nostro Pizzarotti. Lo scontro del nuovo sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, con il capo carismatico del movimento che lo ha portato alla vittoria, Beppe Grillo, racconta molte cose sulla natura della politica, fin dai tempi di Aristotele. Non basta vincere. Poi bisogna fare. Decidere.

Pizzarotti sembra essere all’altezza della sua vittoria. Grillo invece no. Speriamo allora che sul palco di Alghero sia capace invece di darci la prova che il suo «boom» ha davvero la capacità di rappresentare un’alternativa alla malapolitica. Lo diciamo a scanso di equivoci: il risultato elettorale di Grillo va interpretato, dopo i ballottaggi,
come un segnale di vitalità politica del paese intero, soprattutto nel momento in cui i professionisti della politica si stanno rivelando incapaci di trovare una soluzione adeguata alle devastazioni sociali provocate dalla crisi che stiamo ancora attraversando. L’esaurirsi della spinta propulsiva del progetto di Silvio Berlusconi ha cancellato ogni illusione progressiva del futuro della politica. La crisi irreversibile della Lega impaniata nella propria corruzione morale, ha privato di un approdo il voto di protesta. La demagogia, farà pure male alla democrazia, ma è un toccasana per l’umore collettivo. È venuto perciò il momento di fare i conti per cercare di amministrare il futuro senza calpestare tutte le conquiste della civile convivenza. Ecco perché sarà cruciale il messaggio di Bersani. E non solo per Alghero.
Post scriptum. Per chi segue la campagna di Alguer.it sulla trasparenza dei redditi dei candidati, bisogna registrare una buona notizia. No, non sono i redditi di Marinaro e Lubrano. Ma la risposta di Mario Monti nell’intervista a Piazza Pulita con cui ha voluto confermare la proposta di un decreto che imponga la trasparenza, scelta volontariamente dai membri del suo governo, a tutti quanti i politici che assumano ruoli di gestione della cosa pubblica.
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