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S.A. 22 giugno 2012
Patto di Stabilità: «modificarlo è la priorità»
E´ciò che è emerso dal dibattito sul Patto di stabilità promosso dall´Ance tenutosi nei giorni scorsi a Villa Mimosa a Sassari


SASSARI - Una mattina di dibattito per discutere sulle prospettive e le soluzioni del Patto di stabilità interno che negli ultimi anni ha esasperato il problema dei ritardati pagamenti della pubblica amministrazione, determinando una situazione di forte sofferenza per le imprese di costruzioni, già pesantemente colpite dalla stretta creditizia operata dalle banche a causa della crisi economico finanziaria.

All’iniziativa, organizzata dall’Ance Nord Sardegna presso la sede di Villa Mimosa, hanno preso parte amministratori locali, tra cui il sindaco di Sassari, insieme a funzionari di enti pubblici e titolari d’impresa. Ad aprire i lavori è stato Andrea Piredda, Presidente Ance Nord Sardegna. Sono intervenuti a seguire Giampiero Lavena, capo di Gabinetto dell’assessorato regionale al Bilancio, Cristiano Erriu, presidente dell’Anci Sardegna, il Prof. Mauro Mazza, dell’università degli Studi di Bergamo, Mirella Pintus, direttrice della Ragioneria Territoriale dello Stato e Romain Bocognani, Dirigente dell’Ufficio Studi dell’Ance.

«L’adozione di opportune modifiche alle norme che regolano i vincoli del Patto di stabilità, - dice Andrea Piredda - risultano ormai una priorità sollecitata da tutte le componenti economiche e amministrative del paese». Nelle more di tali correttivi, ha evidenziato l’Ance, non bisogna trascurare alcune possibilità offerte dalla normativa attuale per limitare gli effetti negativi del Patto. Una di queste consiste nel prevedere la gestione del Patto di stabilità interno a livello locale attraverso la sua regionalizzazione.

Attraverso tale strumento, già adottato con successo in molte regioni, verrebbero liberate, a costo zero e soprattutto a beneficio delle imprese e della pubblica amministrazione, una parte significativa dei pagamenti per opere pubbliche. «Questo meccanismo – sostiene Bocognani – nel 2011 si è dimostrato molto utile per limitare gli effetti negativi del Patto e liberare pagamenti dovuti alle imprese».

La Regione Sardegna – ha precisato Lavena – ha già applicato lo scorso anno tale strumento, liberando risorse per 50 milioni di euro a favore dei comuni della Sardegna. Considerata l’esperienza positiva della compensazione verticale, nel 2012 le disponibilità complessive saranno di 70 milioni, da trasferire agli Enti locali con maggior anticipo rispetto all’anno passato. Nel dibattito non sono mancati gli spunti per conoscere le reali sanzioni a cui le amministrazioni locali sono soggette in caso di sforamento dei vincoli del Patto. Quella del rispetto dei suoi vincoli, infatti, soprattutto nel caso dei comuni virtuosi, anche se appare come una facoltà delle Amministrazioni è in realtà una scelta obbligata, ha precisato il Sindaco di Sassari.

Troppo pesanti le sanzioni previste dall’attuale legge, hanno precisato il Presidente dell’Anci Sardegna e la direttrice della Ragioneria dello Stato. Si va da una sanzione pari all’entità dello sforamento al divieto di contrarre mutui per investimenti e assunzioni di personale a qualsiasi titolo, oltre che alla decurtazione del 30 per cento degli stipendi degli amministratori. In questo senso, la regionalizzazione del Patto di stabilità interno rappresenta, al momento, la più accreditata soluzione che permette di garantire il massimo utilizzo della capacità di spesa concessa dal Ministero dell’economia ai vari Enti locali, limitando le rigidità di bilancio del Patto.

Nella foto: un momento del dibattito
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