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Antonio Burruni 6 settembre 2012
Presentato il week end di Pastorias
Tutto pronto a Fonni per il viaggio che, sabato 8 e domenica 9 settembre, condurrà tutti in un viaggio nella tradizione pastorale: a mille metri per assaporare la vita di un tempo. Presentato il programma ufficiale


CAGLIARI - Presentato ieri, in una conferenza stampa tenutasi nelle sale de "Les Plus Bon" (in Piazzetta L’Unione Sarda-Via Santa Gilla), a Cagliari, il programma ufficiale della seconda edizione di "Pastorias".

Non chiamatela “sagra”. Perché? Perché Pastorias è molto di più, al limite è "un contenitore di più sagre". Pastorias è un viaggio indietro nel tempo, che però non finisce domenica 9 settembre. L’obbiettivo è infatti quello di far rivivere la tradizione di Fonni tutto l’anno, facendo in modo che un evento non sia altro che una porta verso un mondo che sembra lontano. Sembra, appunto. Ma c’è ed è reale, come sono reali gli antichi mestieri, come sono concreti i sapori di una tradizione che non è mai andata perduta. I racconti non sono echi lontani, ma favole da ascoltare direttamente dai pastori. I murales sono lì, tra i più grandi, belli e ben conservati della storia. Vere e proprie opere d’arte da ammirare senza sminuirle al cospetto dei monumenti che andiamo a vedere nelle maggiori città d’Europa. Anzi, è l’Europa che, attraverso Pastorias, troverà ponti, tratte, vie e percorsi che porteranno turisti stranieri ed italiani dritti in un’offerta culturale presente e reale, anche se frutto di un passato. Ma sempre più orientato a sogni futuri, non solo nostalgia di oggi per un tempo andato.

Al tavolo d’onore erano seduti il sindaco di Fonni Stefano Coinu, il vicesindaco ed assessore alle Attività Produttive Antonello Balloi, l’assessore comunale allo Sport, Spettacolo e Turismo Marco Cualbu e la responsabile marketing e comunicazione di Pastorias Delia Cualbu. Per il primo cittadino non ci sono dubbi: «Pastorias è un programma intenso, un viaggio, che con una serie di attività porterà a vedere e toccare con mano la nostra cultura agropastorale. La lana, il formaggio, ferratura e bardatura del cavallo, vino: mestieri antichi di realizzazione che sarà possibile prima ammirare e poi gustare, assaporando o semplicemente guardando – ha dichiarato con orgoglio Coinu – Il turista può venire da noi e vivere un’esperienza indimenticabile dal punto di vista naturalistico e culturale, perché attorno alla figura, al ruolo, alla tradizione del pastore che non vanno sottovalutati, tantomeno dimenticati, ma rivissuti da vicino. L’anno scorso abbiamo avuto un grande risultato, anche considerando la risposta dei turisti (più di due mila persone), quest’anno siamo certi di fare meglio e noi in primis siamo ancora più coscienti del potenziale di Fonni e di Pastorias e quindi l’offerta è stata migliorata e potenziata».

«Uno dei punti di forza sarà il mercato agroalimentare - ha sottolineato il vicesindaco Balloi – Con ben venti imprese che sono entrate a far parte di questa progetto ma con cui si creeranno delle sinergie che non si esauriranno con Pastorias». L'assessore Cualbu ha voluto mettere l’accento sulla potenza della tradizione. «Chi verrà potrà toccare con mano la lana e sentire le anziane donne di Fonni raccontare come si lavora e perché. Stesso discorso con i pastori, con la mungitura, con gli spettacoli a cavallo: ci sarà tutto, ogni aspetto della vita pastorale».

«Si tratta di un viaggio che porterà a riscoprire le radici e le tradizioni di un territorio arrampicato sul Gennargentu in un mix di storia, cultura, tradizioni e antichi mestieri. Torneremo indietro ai primi del Novecento – ha dipinto con romanticismo Delia Cualbu - Protagonisti saranno gli stessi fonnesi, loro lavorano e lavoreranno la lana, loro offriranno i prodotti tipici e genuini frutto di antiche tradizioni incontaminate. Saranno stimolati tutti e cinque i sensi dei turisti: il gusto, con i sapori dei prodotti tipici, la vista, con la visita ai murales e a tutta la realtà del paese e di ciò che c’è attorno, il tatto, perché toccheranno con mano la lana, i cavalli e tutti gli attrezzi degli antichi mestieri, l’udito perché ascolteranno racconti, storie e leggende di un tempo andato ma che rivive ancora nei fonnesi e di chi vorrà conoscere questa realtà, patrimonio di tutta la Sardegna».
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