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Red 16 settembre 2012
Parco e malumori: ecco Daga (Pd)
Dopo la prima assemblea del Parco disertata dalla maggioranza, cresce l´attesa per la convocazione di lunedì (alle ore 18.15). L´intervista con Enrico Daga, consigliere comunale del Partito democratico e assessore provinciale al Bilancio


ALGHERO - Fine settimana ricco d'incontri tra le segreterie dei partiti che compongono la Maggioranza di Centrosinistra in Riviera del Corallo. C'è da sbrogliare una matassa che inizialmente poteva sembrare molto più semplice, ed invece col passare delle ore pare ingarbugliarsi sempre di più. Dopo la seduta deserta di venerdì (si erano presentati solo i membri dell'opposizione ndr), domani (lunedì) alle 18.15 suona la seconda campanella a Casa Gioiosa, con all'ordine del giorno l'elezione del nuovo presidente del Parco Regionale di Porto Conte. Una scelta che all'interno degli alleati si sta rilevando più difficile del previsto, a causa soprattutto delle differenti vedute che animano i partiti della coalizione. Da una parte AlgueRosa, C'è un'Alghero Migliore, Lista Lubrano che puntano sull'affidamento dell'incarico al sindaco Stefano Lubrano, dall'altra il Partito democratico (o parte di esso) che sarebbe invece orientato sulla figura del consigliere Gavino Tanchis. In mezzo differenti visioni sul futuro assetto dell'Ente che, è bene ricordarlo, è già dotato della figura di direttore scientifico (è in carica Vittorio Gazale ndr), un ruolo tecnico ricoperto da una figura altamente specializzata nel settore.

Consigliere Daga che succede, si poteva evitare di farsi trovare così impreparati per la nomina del presidente del Parco?
«E' innegabile che alcune superficialità in politica non siano consentite. A mio avviso in questi primi mesi di amministrazione il sindaco e la giunta, con generosità, si sono concentrati molto sulla gestione dell'amministrazione e soprattutto delle emergenze che, come è noto, ad Alghero sono tantissime».
«La politica però ha le sue regole. La chiusura di alcune importanti partite aperte, una su tutte la governance del Parco Regionale di Porto Conte, che è un'ente di primaria importanza per lo sviluppo della città e del territorio, è stata rinviata nelle settimane, consentendo che la discussione precipitasse. In altre città aver chiuso simultaneamente gli assetti di governo ha consentito ai sindaci ed alle giunte di lavorare fin dall'insediamento con maggiore serenità, ad Alghero non è successo. Il Sindaco Lubrano e le forze politiche, in primis il Partito Democratico, avrebbero dovuto gestire contestualmente tutte le questioni legate ai ruoli ed agli assetti di governo. Per un verso si è pagato lo scotto dell'inesperienza. Ritengo pero' che sia un prezzo equo da pagare visto che parliamo di un consiglio ed una giunta quasi interamente rinnovati».

Perché secondo lei tutta questa confusione sul ruolo politico del presidente?
«Perché molti non conoscono la normativa che disciplina l'ente parco. La legge regionale dispone inderogabilmente che il presidente del parco coincida con un membro del consiglio comunale. C'è una tesi mistificatoria sostenuta strumentalmente da taluni che vedrebbe alla presidenza del parco il sindaco in persona, in attesa di una non meglio precisata modifica della legge istitutiva del parco. Soluzione che a parole potrebbe apparire banalmente corretta, se non fosse che per modificare una legge regionale, in genere, trascorrono anni. Personalmente sono contrario ad un sindaco commissario della politica cittadina che assuma in se anche la carica di presidente del parco. Le forze che intendono portare avanti questa tesi, lo fanno con un intento ben preciso, che non ha niente a che vedere con il taglio dei costi della politica o del rinnovamento».

Ci spieghi meglio.
«Ovviamente la riduzione degli emolumenti e delle indennità dovrà essere la prima azione che il futuro presidente dovrà affrontare. Ma sarà lui ad avviare il cambiamento, per dimostrare che esistono ancora dei politici seri ed affidabili. Mentre le ragioni per cui il Pd rivendica questo ruolo sono legati a fatti squisitamente politici, ad opportunità che non possiamo sacrificare sull'altare dell'antipolitica. Molti non sanno che la provincia di Sassari, attraverso l'assessorato alla programmazione che mi onoro di guidare, e' capofila del progetto Retraparc (REte TRAnsfontaliera di PARChi), con il Parco Nazionale Regionale di Porto Conte, il Parco Nazionale dell'Asinara, il Parco Nazionale dell' Arcipelago di La Maddalena, Office de l’Environnement de la Corse, il Parc Naturel Régional de Corse. Nella nostra visione di gestione del parco c'è la volontà di creare un forte raccordo che sappia mettere in rete Porto Conte con la provincia e gli altri parchi Sardi, nazionali ed internazionali.
Un'altro aspetto è che il parco ha necessità di una guida politica. C'è da reperire risorse finanziarie. C'è da raccordarsi con altri enti (Provincia, Regione, Stato, ecc.) con i cittadini delle borgate, le imprese agroalimentari, gli alberghi, le attività imprenditoriali esistenti e quelle che dovranno nascere. Insomma, serve una personalità riconosciuta, un uomo od una donna che conoscano le regole della politica che abbiano una forte legittimazione popolare. Chi può essere meglio di un consigliere comunale? E poi, chi dice che far coincidere il consiglio comunale con l'assemblea del parco sia effettivamente un errore? Anche su questo ci sarebbe da fare una seria riflessione. Io per esempio sostengo che il presidente del parco dovrebbe partecipare a tutte le riunioni di giunta. Il parco e la città devono diventare un "tutt'uno"».

All'interno della Maggioranza si registrano grosse divergenze, in che modo possono essere superate in vista dell'importante scadenza sul Parco?
«Serve una presa di coscienza da parte di tutte le forze politiche dell'importanza del ruolo guida che può, e deve svolgere, il Partito Democratico in seno alla coalizione. Soprattutto serve una presa di posizione del Sindaco che, resosi garante, consenta a tutte le forze in campo di esprimere al meglio le proprie potenzialità, attivando una discussione che porti alla definizione dei ruoli e alla valorizzazione di tutte le personalità e competenze presenti nel centro sinistra algherese che da moltissimi anni attendevano questo momento e che hanno lavorato duro in campagna elettorale. D'altronde, la valorizzazione delle migliori energie, non era scritto nel programma di governo?»

Nella foto: Enrico Daga, Partito Democratico
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