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Red 27 settembre 2012
Fois: «Partito Trasversale di Alghero»
Marcello Fois analizza, da scrittore sardo con gran piglio politologico, il senso del "Modello Alghero", visto come la prova generale della messa in campo di un PT, «partito terzo» o «partito trasversale». Ecco come funziona secondo lo scrittore


ALGHERO - Il dibattito nazional-regionale sul "Modello Alghero", sviluppato da Sardegna Democratica, il sito che si riconosce nel movimento di Renato Soru, e cominciato con le discussioni suscitate dalle cronache di Alguer.it, si è arricchito di un nuovo intervento di prestigio: lo scrittore Marcello Fois. L’autore Einaudi, che ha partecipato allo Strega e al Campiello con il suo ultimo libro, «Nel tempo di mezzo», esordisce difendendo il suo diritto a parlare del caso politico algherese, senza essere accusato di seguire una «passione monomaniacale». Attacca Fois: «Sono scrittore e scrittore sardo quindi, per cominciare, premetto che non ho nessuna intenzione di smettere di occuparmi di Sardegna nonostante il destino e le necessità della vita mi abbiano portato a Bologna». Il nuorese Fois argomenta con un piglio determinato e una prosa efficace quello che a lui sembra il punto cruciale: «Il presunto laboratorio algherese dunque, tanto per cominciare, non è affatto nuovo, anzi è l’espressione fisica, esplicita di quanto negli ultimi cinque anni, e specialmente durante la tornata elettorale del 2009, è stato, sotterraneamente, sperimentato. Quando cioè la paura che si rieleggesse Soru mobilitò, e terrorizzò, la cosiddetta coalizione progressista sarda, più della certezza di abbandonare la Regione nelle mani di Berlusconi. Che cosa era successo? Era successo che si stava concretizzando il PT, Partito Terzo o Partito Trasversale, quello degli affari, quello dell’equazione consenso = compenso, il partitone cioè che formalmente sedeva sui due lati opposti del Consiglio Regionale, ma che su cemento e cementificazione; salvaguardia delle prerogative confessionali, cattoliche; sulla spartizione delle UUSSLL, finivano per trovarsi esattamente dalla stessa parte».

Fois ripercorre la vicenda che portò alla vittoria di Cappellacci: «Dei nove punti con cui Cappellacci batté Soru almeno tre derivano da fuoco amico, gli altri dalla pubblicità progresso e dalle promesse di sorrisi che Berlusconi in persona sparse in tutto il territorio in una campagna elettorale senza precedenti per una regione tanto secondaria come la Sardegna. Fu l’occasione per stabilire se il PT poteva funzionare. E funzionò alla grande: opposizione e maggioranza coincisero magicamente. ...Il dottor Lubrano, oggi Sindaco di Alghero, è un’immagine vivente di quella stagione, vicino al Pd, ma in disaccordo con Soru sul Ppr, votò Cappellacci. Badate bene non in disaccordo tout court con Soru, ma specificatamente sul PPR, il motivo stesso per cui Mister Tiscali aveva forzato la mano, rimettendo il suo mandato».

Messe le fondamenta del suo pensiero lo scrittore di Nuoro affronta di petto il nodo catalano della politica sarda. Scrive: «E arriviamo ad Alghero che ha caratteristiche perfette per raccontare l’avvenire: il referente del Pd locale è il potentissimo Mario Bruno, cattolico progressista. Di fronte alla crisi della gestione Tedde tutti pensano che il nuovo, il Sindaco che potrebbe dare una svolta alla politica cittadina, sia lui. E invece no. ...Sulle macerie di una sinistra frammentata alle primarie cittadine Mario Bruno gioca la sua carta: Stefano Lubrano, imprenditore alberghiero. Proprio quello che aveva votato Cappellacci pur essendosi dichiarato, fino al Ppr, soriano. Dubito che Mario Bruno non conoscesse questa circostanza prima di indicarlo come suo campione per le primarie algheresi, tuttavia non la ritenne dirimente e questo, sono uno scrittore, mi dà da pensare. Mi dà da pensare anche il fatto che Stefano Lubrano, eletto Sindaco dagli elettori di centrosinistra rassicurati da un garante locale di spessore, abbia mantenuto lo staff che aveva collaborato col sindaco uscente eletto dagli elettori del centrodestra; e che abbia nominato Assessore alle Finanze del Comune la presidentessa della Secal, in quota Pdl, nonché tesserata, Dottoressa Paola Scanu».

Continua Fois, stringendo il campo visivo su Alghero, sciogliendo con sapienza politologica i nodi e le contraddizioni della politica progressista in Sardegna: «Ora questa inedita compagine, né carne né pesce, viene definita Laboratorio Algherese, cioè se non si trovano i voti col proprio progetto si trovano con la consonanza di interessi concordanti. Mario Bruno si sta giocando la credibilità politica su questa operazione, ma sta giocando duro perché segnala al partitone trasversale che ciò che è avvenuto ad Alghero può essere portato tranquillamente su larga scala anche a Viale Trento. Probabilmente da lui, che non si autocandida, ma che certo non direbbe di no se qualcun altro lo candidasse. E’ un papabile morbido, durante la discussione sulle obbrobriose linee guida per la modifica del Ppr da parte di Cappellacci, ha detto, insieme a Diana, che certo quelle linee guida andavano rigettate, “ma che anche” il Ppr di Soru andava modificato. Ad Alghero si dimostrerebbe che, sotto la sua guida, un governo regionale con, cito a caso, Oppi, attualmente in movimento, alla Sanità e, perché no, Maninchedda, di nuovo sul carro del vincitore, alla Cultura, sarebbe possibile».

Continua lo scrittore: «Sarebbe possibile persino trovare, nella nuova compagine, un ulteriore incarico per il collezionista Giovanni Follesa: spin-doctor di Cappellacci, membro del consiglio di amministrazione della Film-Commission, patròn del Premio Alziator, creatore degli itinerari religiosi cagliaritani per Second Life, referente degli ultimi due assessori alla cultura, vincitore per “altro” di concorsi alla Accademia d’Arte di Sassari, giornalista, scrittore». Stringente la conclusione di Fois, che non tradisce le aspettative, citando il titolo di un famoso romanzo americano, "Meno di zero" in italiano: «Insomma il messaggio forte e chiaro che deriva dal “laboratorio Alghero” è che sarebbe possibile che vinca chi ha perso e perda chi ha vinto. E che non c’è più motivo di nascondere qualcosa che è in essere: un partito terzo, abilmente viscoso, né a destra né a sinistra. Unito dalla continuità travestita da discontinuità. Lo stesso che sta mantenendo in vita col polmone d’acciaio il governo Cappellaci in attesa di far maturare la pensione ai consiglieri di entrambi gli schieramenti; lo stesso per cui un elettore, preso per fame, conta quel che conta, Less than zero, per citare Bret Easton Ellis. Ah questi scrittori!» | FILIPPO SANNA | ELIAS VACCA | MARIO BRUNO | PASQUALE CHESSA

Nella foto: Marcello Fois
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