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Red 9 ottobre 2012
Destra e Sinistra nel "Modello Alghero"
Il dibattito politico sul "Modello-Alghero" continua con un nuovo intervento di Sardegna Democratica, il sito del movimento di Renato Soru, nel quale la politica catalana viene esaminata in tutte le sue contraddizioni. Ponendo un problema politico al Centrosinistra: che fare?


ALGHERO - Alghero come una sineddoche: per non fare troppo i difficili si tratta della figura retorica in cui si usa una parte per indicare il tutto. Per esempio: prora per dire nave, eccetera. Nel dibattito politico-culturale Alghero pare diventato il paradigma politico per affrontare il problema Sardegna. E anche il problema Pd, per discutere il destino del Centrosinistra nell’Isola, presto messo alla prova dalle primarie, il ruolo dei partiti della sinistra radicale... La discussione sul "Modello Alghero" così, la formula nata nella cronaca politica di Alguer.it, oggi si arricchisce di un altro intervento di Filippo Sanna. L’intellettuale esule, che però continua a pensare come se la Sardegna non l’avesse mai lasciata, riprende le fila de discorso su Sardegna Democratica, ormai diventato un vero e proprio laboratorio politico del movimento dell'ex Governatore Renato Soru.

«Come volevasi dimostrare il re è nudo. Come sempre. Quando, in questo sito, scrissi il pezzo “Cosa accade ad Alghero?” l’ho fatto per amore verso la Sardegna. L’ho fatto anche in nome di quel riformismo attivo che ho visto nella precedente legislatura regionale. L’ho fatto avvertendo un disagio palpabile ad Alghero e, più diffusamente, in Sardegna in cui soggiorno ogni volta che posso». Continua Filippo Sanna spiegando le ragioni che lo hanno spinto a intervenire di nuovo nel dibattito politico che ha messo Alghero sotto i riflettori: «Mi interrogo di conseguenza perché agli articoli e post di Marcello Fois, Mario Bruno, Elias Vacca, Carlo Mannoni, Pasquale Chessa siano seguite considerazioni di lesa maestà in blog e siti di algheresi più tifosi del sindaco che preoccupati della discontinuità dalla precedente amministrazione».

«
Credo di aver titolo ad intervenire sul caso Alghero o meglio sul caso Sardegna. Come lo ha Marcello Fois. Come lo ha qualsiasi signor pinco palla. Specie se la questione è politica. Specie se la domanda è perché il centro sinistra ha perso le regionali. Lo scrittore spiega una parte delle ragioni. Il modo in cui il trionfante centro sinistra ha la tentazione di praticare politiche di centro destra, specie in quella vasta prateria di consensi derivante dal cemento, racconta un bel pezzo di quella sconfitta. Non riguarda solo Alghero ma anche altre città in cui governiamo. Riguarda in verità tutta la Sardegna vista la recente astensione del Pd in Consiglio regionale sulla legge che dà via libera al cemento intorno alle zone umide! Al netto del chiacchiericcio dei vari capataz che imperversano con i loro faccioni nei media e nei loro profili e siti, in alcuni amministratori e dirigenti del centro sinistra batte un cuore cementificatore. Un cuore che se ne frega di migliaia di appartamenti invenduti in Sardegna o della bolla speculativa che ha messo in mutande l’Europa».

Fra i problemi per Sanna la storia della «variante alla catalana» ben descritta dagli interventi di Carlo Mannoni è una prova di un progetto politico in atto: «Il paradigma di Marcello Fois sul PTT, il Partito Terzo Trasversale, trova conferma. La trova nella plastica rappresentazione nel grafico della variante della circonvallazione approvata ad Alghero dalla maggioranza di centro sinistra. Vi si vede quanto sia mirata la modifica del vecchio tracciato, strada azzurra, con il nuovo, strada rossa. La pancia di quel curvone è il modello Alghero di cui si favoleggia? La maggioranza con l’approvazione della variante è riuscita laddove la precedente giunta di centrodestra ha fallito. Cui prodest?» Ed ecco come Sanna mette a fuoco, senza ipocrisie politiche, la struttura del potere politico di sinistra ad Alghero: «La geografia politica della maggioranza è illuminante. Vi troviamo il Pd, il più rappresentato, la lista del sindaco, ben due partiti della sinistra radicale, Alguerosa espressione algherese di Sinistra Ecologia e Libertà, del Pdci , dei movimenti ambientalisti e catalanisti di Alghero Viva e Obra Cultural insieme ad Alghero Migliore. Malgrado questa macchina di guerra della bella sinistra, il sindaco, in tre mesi, ha operato in continuità con l’amministrazione di destra: ha confermato il segretario del sindaco ed il capo dell’ufficio stampa; ha affidato il bilancio ad un’esponente conclamata del Pdl».

Sotto osservazione, per Sanna anche il progetto legato alla figura del sindaco Lubrano: «La scelta dell’attuale sindaco, che ha “solo” fatto campagna elettorale e votato per Cappellacci, mostra tutta la sua criticità. Un caso di studio ed un paradosso: un candidato di destra candidato dal centro sinistra invece di diventare di sinistra trascina a destra il partito e la coalizione che lo hanno accolto. Come il cuculo che si impossessa del nido usurpato a scapito della famiglia di uccelli che l’hanno costruito». Continua Sanna, chiedendosi se davvero possiamo ancora dirci di sinistra: «Adriano Sofri su Repubblica, parlando della candidatura di Renzi, alle primarie ha riscoperto la vecchia categoria trotzkista dell’ «entrismo». Per non farsi scoprire i trotzkisti entravano nei partiti comunisti inquinando l’ortodossia. Sorge spontanea allora un’altra domanda. Che fanno i partiti di sinistra di Alghero? Possibile che nessuno abbia il buon senso di spiegare su cosa si stava votando? Tutti gattini ciechi? Il giorno dopo, quando la frittata è bella che servita, un comunicato di Alghero Migliore piange sul latte versato. Ad ora nessun pentimento da Sel, partito di lotta e di governo. Il presidente della commissione urbanistica, suo esponente, che pecca nell’inquinamento della sabbia ed acustico, si narra, direbbe Vendola, come “nemico dei costruttori”.»

Conclude Sanna: «E allora? Dio non voglia che si abbia la tentazione di esportare il modello Aghero. Il dissenso che apertamente diversi personaggi politici e della società civile stanno esplicitando fuga questo pericolo. Aggiungiamo che aver tolto ai partiti la capacità di direzione politica, la forza ideale di imporre scelte politiche, fatte di idee e di progetti, di dare forza ideale alla prassi politica quotidiana, di tradurre in azione le idee su cui fondano la propria identità, lascia aperto il campo a personalismi pericolosi. Ecco perché, proprio mentre si discute di moralità e di buona amministrazione, di come non consumare un centimetro quadro in più di territorio, continuo a pensare che il caso Alghero - come il governo delle altre città sarde - sia uno snodo cruciale per tutto il centro sinistra in Sardegna in vista delle politiche e delle regionali su cui continuare a discutere. Per la buona tenuta democratica nessuno si offenda
». 

Foto d'archivio
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