Venti anni di Berlusconi hanno inciso profondamente nell’antropologia cultural-politica del paese Italia. La Sardegna non solo non è immune ma sembra porsi come laboratorio politico di un «nuovo doroteismo». Fois continua la sua polemica indicando come il cosiddetto "Modello Alghero" si possa già riconoscer anche a Nuoro. E non solo
ALGHERO - Il prestigio di Marcello Fois scrittore è testimoniato non solo dalla critica e dal pubblico ma dalla qualità della sua prosa. Così come la sua vena di polemista efficace gli viene proprio dalla scrittura nitida con cui definisce e centra il bersaglio, lontano dal gergo politichese, insofferente a ogni doroteismo e perciò pronto a mettere in discussione anche lo schieramento in cui si riconosce: è stato infatti Marcello Fois per primo a individuare la crisi della sinistra sarda, di fronte al "Modello Alghero" minacciata della nuova ideologia Dorotea e centrista, rappresentata nell’acronimo PTT, il Partito Terzo Trasversale. Adesso su
Sardegna Democratica allarga il campo dipendendo il suo discorso polemico sulla politica della giunta algherese, ma associandola, con la stessa forza critica, alla politica della sinistra nuorese.
Scrive lo scrittore di Nuoro, che non nasconde di riconoscersi nell’esperienza della Giunta Soru, affrontando il tema della trasformazione culturale dell’intero paese: «Come si fa a parlare della situazione attuale del centro-sinistra senza dare l’impressione di voler sparare sulla Croce Rossa? Forse non si può perché vent’anni di berlusconismo sono tanti e molti degli elettori che si apprestano a esercitare il loro diritto per la prima volta non hanno conosciuto nient’altro che quello. E’ una sacca antropologica di cui bisogna tenere conto certo, ma è anche una evidente manifestazione di quanto poco efficace sia stata in questi vent’anni l’alternativa proposta. Ora che il cavaliere promette di ritirarsi varrebbe la pena di considerare se abbia avuto ragione lui a dire che di fronte ai propri interessi spariscono le barriere ideologiche, oppure, semplicemente, no».
Dopo aver ironizzato su chi pensa di attrarre riciclando brandelli dell’ideologica Berlusconiana, per rinforzare le file del centrosinistra, pensando a Renzi che pensa così di vincere le primarie contro Bersani, Fois entra nel vivo del problema Sardegna: «Faccio due esempi sardi: il Comune di Nuoro, progressista nei termini, non si sa quanto nella sostanza; il Comune di Alghero, progressista per decreto elettorale, berlusconiano nella gestione. L’esperienza nuorese è una dimostrazione evidente di quanto pericolosamente si siano divaricati, a discapito del primo, i concetti di gestione del bene pubblico e dell’interesse privato. Lì il capogruppo del Pd è stato beccato a fare il bracconiere dalle Guardie Forestali. Dimissioni, non tanto immediate, dall’incarico, non dal partito, seguite da affermazioni imbarazzanti sul fatto che una cosa è la vita pubblica, una cosa è la vita privata. Per chi fa il politico, e si dichiara progressista, dovrebbe sussistere un’adesione genetica tra le due cose, ma tant’è, stiamo parlando di sinistra berlusconizzata. Il comune di Nuoro comunque si era già espresso in una delle manifestazioni simbolicamente più ripugnanti come quella di inscenare un rogo di libri in piazza per “protestare” contro i tagli alle biblioteche. Ora, io mi chiedo, a un progressista vero, diciamocelo, a uno di sinistra, sarebbe mai venuto in mente il rogo dei libri? Non credo».
Continua Fois, chiedendo a chi ha vinto le elezioni a sinistra di provare a fare qualcosa di sinistra: «Ad Alghero avrebbe vinto l’alternativa progressista, infatti appoggiato dal referente Pd locale è stato eletto Sindaco un imprenditore che alle scorse elezioni regionali ha votato per il Pdl. Ma c’è di più quello stesso sindaco ha mantenuto intatto l’ufficio di gabinetto del suo predecessore “antagonista” e ha nominato assessore al Bilancio la presidentessa di un ente locale in quota Pdl, persino tesserata. L’idea sarebbe quella di “sperimentare” un inciucio in cui, come predicato da Berlusconi, e anche da Peppino Mereu: da sinistra voltati a destra sempre si mangia la stessa minestra. I risultati sono immediati, la variante urbanistica varata dal centro destra è stata appena approvata, con riserva, dal “centro sinistra”. Insomma che è cambiata l’amministrazione gli algheresi non se ne sono nemmeno accorti, il che è un bene per il centro destra che continua a governare nonostante abbia perso. Non si capisce cosa abbia guadagnato il centro sinistra». Conclude Fois con un tono amaro, guardando all’Italia dalla Sardegna: «Di entrambi i casi in questione, l’Italia ne è piena, non si capisce quale sia la sostanza ideologica di questo centro sinistra se non quella di mantenere le posizioni. I programmi non li conosciamo. E al momento mi sfugge quali siano i punti salienti che Renzi avrebbe copiato da Bersani».
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