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Porto Torres 24notiziesardegnaPoliticaPolitica › Irs: «No all´inno di Mameli»
P.P. 13 novembre 2012
Irs: «No all´inno di Mameli»
Indipendèntzia Repùbrica de Sardigna protesta contro l´insegnamento dell´inno nazionale agli studenti sardi che sarà reso obbligatorio dal prossimo anno scolastico


CAGLIARI – Il ddl approvato in senato il 9 novembre scorso, che rende obbligatorio l’insegnamento dell’inno di Mameli nelle scuole e che istituisce il 17 marzo come “Giornata dell’Unita della Costituzione dell’Inno e della Bandiera”, non piace all’Irs, il partito indipendèntzia Repùbrica de Sardigna.

In una lettera pubblica dichiarano: «abbiamo capito che l’Italia è impegnata in un’impresa di reinvenzione e ristrutturazione del sentimento di unità nazionale che non ha mai avuto e che mai avrà, giacché per prima non accetta e non rispetta le minoranze linguistiche e quindi nazionali che vivono nel suo territorio e per questo l’unico modo che ha di farsi rispettare è quello di imporre decisioni centraliste a tutti i costi e con la forza».

«Questa legge sembra ancora più stonata in questi giorni in cui i sardi sono in piazza e per la strada a manifestare il grande disagio economico e sociale che in gran parte dipende dalla condizione che vede la Sardegna come “schiava di Roma” noi vogliamo continuare a cantare questa condizione? – accusano nella nota gli esponenti dell’Irs e aggiungono - È questa l’eredità che vogliamo lasciare ai nostri figli e ai nostri nipoti? O vogliamo uscire da questa condizione e cantare un inno alla libertà? Siamo stanchi di morte, tristezze, sacrifici e servitù. Vogliamo crescere una generazione di bambine e bambini allegri oggi, che siano donne e uomini liberi domani».

Indipendèntzia Repùbrica de Sardigna propone di seguire l’esempio dell’Alto Adige/ Südtirol che, non volendo subire passivamente questa legge, ha deciso di rifiutarla facendo riferimento all’articolo 6 della stessa Costituzione Italiana, che tutela le minoranze linguistiche, e il diritto a non imporre l’insegnamento dell’inno agli studenti sardi. Già nel mese di marzo alcuni consiglieri si erano fatti portavoce di una protesta contro il ddl.
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