Il governo del sistema idrico regionale, tra le altre cose, è stato volutamente sottratto al controllo degli enti locali
SASSARI - Il Consiglio delle Autonomie Locali della Sardegna esprime un parere obbligatoriamente positivo al D.L. 463. L’obbligo deriva dal fatto che si deve necessariamente evitare un disastro e rimettere ordine ad un'incredibile situazione di non governo generata dalla mancata approvazione della legge di riordino. Nel merito dei contenuti si chiede però di apportare una modifica all'Articolo 1. In particolare l'Assemblea del CAL ribadisce ancora una volta la necessità di scegliere una guida dell'ATO che sia espressione degli Enti Locali e non, come previsto appunto dall'Art.1 del D.L.463, la nomina di un tecnico da parte della Giunta regionale.
Il CAL non può però esimersi dal sottolineare ancora una volta l’ingiustificabile superficialità con cui vengono trattati temi decisivi e prioritari per la Sardegna e per i sardi. Il governo del sistema idrico regionale, tra le altre cose, è stato volutamente sottratto al controllo degli enti locali e questo è stato fatto con illegittimi commissariamenti protrattisi per anni, disattendendo inoltre gli accordi e gli impegni assunti dalla Regione con gli enti locali stessi, che hanno portato alla modifica degli organismi dirigenti di Abbanoa.
Sono sotto gli occhi di tutti i disservizi nella gestione del servizio idrico dell’isola.
Criticità gravi che nascono anche dall’impossibilità d’intervento dei Comuni e delle province e dunque dei soggetti prioritariamente deputati a esprimersi sul piano d'ambito e su una rimodulazione degli investimenti che tenga conto delle sopraggiunte priorità. Allo stato attuale si vive una situazione di emergenza incredibile. Gli stessi dipendenti, ascoltati in audizione dall'Ufficio di presidenza del CAL, hanno espresso preoccupazione per il blocco totale delle attività che si ripercuote sia nei rapporti con il gestore Abbanoa, sia con la Regione. Questo significa l'interruzione dell'approvazione di progetti e perizie, la sospensione dei pagamento degli stati di avanzamento alle imprese che eseguono i lavori, la mancata programmazione delle risorse e il rischio di perdere finanziamenti, come quelli previsti dal Piano Nazionale per il Sud.
Senza dimenticare l'impossibilità, per i dipendenti, di percepire la retribuzione mensile, come è avvenuto per il mese di Gennaio e come é possibile che avvenga per i mesi successivi. Tutto questo a causa di un vuoto normativo previsto e prevedibile con mesi di anticipo a cui oggi si vuole porre rimedio tardivo con la legge in oggetto, l’ennesima norma d’emergenza. Gli enti locali auspicano che questa situazione di incertezza e precarietà sia finalmente superata dall'approvazione in tempi brevi di una legge di riordino del governo del sistema idrico che restituisca agli enti locali stessi e ai cittadini tutti gli atti di programmazione e di indirizzo del sistema acqua. A questo proposito vogliamo ricordare che sono passati oltre due anni dalla presentazione del primo progetto di legge. Il CAL invita pertanto la commissione competente a portare rapidamente all’attenzione del consiglio regionale un testo definitivo che non sia l’ennesima espressione della vocazione centralistica della Regione.
Nella foto: Gianfranco Ganau
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