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P.P. 29 gennaio 2013
Agenda Cisl, obiettivo sviluppo
Il leader della Cisl sarda ha inviato un documento pubblico all´attenzione delle forze politiche regionali, in cui propone alcuni punti fondamentali per promuovere le condizioni di una nuova fase di crescita economica e sociale dell´isola


CAGLIARI - Mario Medde segretario della Cisl sarda ha inviato il seguente documento all’attenzione delle forze politiche regionali e dei consiglieri regionali evidenziando alcune priorità per ridare valore al lavoro e ai temi dello sviluppo nell’attuale situazione politica e istituzionale e nel dibattito elettorale per il rinnovo del parlamento. Sono undici gli obiettivi prioritari, che il sindacato regionale propone alle forze politiche della Sardegna e ai candidati nelle elezioni per il rinnovo del parlamento da mettere in campo nel consiglio regionale e nel prossimo parlamento.

Le proposte che suggerisce Medde nella nota pubblica sono il riconoscimento dello status di insularità per recuperare le disuguaglianze esterne ai processi produttivi e il diritto dei sardi alla mobilità reale delle persone e delle merci; l’autonomia finanziaria della regione, indispensabile per promuovere le basi materiali e immateriali dello sviluppo.

«La revisione del patto di stabilità è per la Sardegna indispensabile per garantire una migliore e maggiore capacità di spesa utile a promuovere il lavoro e lo sviluppo e ad attutire l’impatto della crisi – evidenzia il segretario della Cisl che continua - La partecipazione dello stato al rilancio del sistema industriale condizione fondamentale non solo per arrestare il declino di settori strategici per la Sardegna e per il paese (chimica, metallurgia non ferrosa, tessile, allevamento e agroalimentare), ma anche per promuovere le condizioni necessarie ad attrarre nuove intraprese, favorendo le bonifiche e le riconversioni produttive dei siti in via di dismissione».

Secondo l’analisi del sindacato, i problemi indicati da risolvere al più presto sono inoltre: il recupero del divario infrastrutturale sia nelle reti, sia nei servizi pubblici essenziali (scuola, sanità, trasporti pubblici locali, uffici pubblici e sicurezza, poste e servizi finanziari, servizi sociali, cultura e sport), abbattimento dell’alta imposizione fiscale, soprattutto a favore delle imprese, del lavoro e delle famiglie e la riforma e superamento del modello di regione costituito con la legge 1 del 1977.

«E’ necessario varare un programma straordinario e pluriennale a favore del lavoro giovanile e femminile, rafforzare il fondo regionale contro la povertà e predisposizione di un nuovo modello di welfare regionale, lanciare la riforma del sistema regionale dell’istruzione e della formazione professionale – indica Medde che conclude - Non si tratta certamente di proposte esaustive di quanto oggi servirebbe alla Sardegna per dare risposte compiute alla domanda di sviluppo, lavoro e tutele sociali, ma di obiettivi fondamentali per promuovere le condizioni di una nuova fase di crescita economica e sociale».

Nella foto il segretario regionale della cisl sarda Mario Medde.
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