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Red 9 marzo 2013
Pdl ironico: Candid camera Saluzzi
Tedde, Martinelli e Pais: auspichiamo che il senso di responsabilità del Sindaco Lubrano e della sinistra algherese prevalga sul pressappochismo che da otto mesi guida la città e venga attuata una svolta vera nell´amministrazione del bene pubblico


ALGHERO - «Dopo un pesante battage pubblicitario l'epilogo della vicenda Saluzzi pare una scena della più classica delle "Candid Camera" e crea sconforto. Abbiamo fatto tutti una pessima figura: gli algheresi non meritano tutto ciò. Specie in un momento terribile per le imprese e le famiglie in cui la crisi economica si sta trasformando in forte disagio sociale». Così Marco Tedde, Michele Pais e Gianni Martinelli, consiglieri comunali del Pdl, dopo il colpo di scena mattutino a Sant'Anna, quando si sarebbe dovuta presentare alla stampa la giornalista Paola Saluzzi alla guida del Cda della Fondazione Meta, ma i disordini della maggioranza hanno portato il sindaco Lubrano ad un repentino cambio, minacciando le dimissioni in assenza di un vero cambio di passo della coalizione.

Secondo i tre consiglieri del Popolo della Libertà, Lubrano «ha dimostrato pesanti difficoltà nell'esercitare il suo ruolo guida» e «la maggioranza di sinistra ha fatto emergere per l'ennesima volta la sua disomogeneità». Il difetto genetico della maggioranza che governa la città - a detta di Tedde e compagni è sempre più pesante e dannoso: «i cromosomi della sinistra radicale, movimentista e dei centri sociali mal si coniugano con quelli riformisti del Pd». E i frutti di queste incompatibilità, secondo Pais e colleghi vengono visti con grande preoccupazione dai cittadini algheresi che li provano sulla proprio pelle: «l'incapacità di fare scelte e di programmare, ma anche quella di attendere anche all'ordinarissima amministrazione costituiscono elementi oramai identitari di questa amministrazione», sottolineano.

Cda senza donne. «Ma ingenera profonda tristezza anche la circostanza che il giorno successivo alla festa della donna il Sindaco violi la parità di genere che è obbligo di legge anche nei consigli di amministrazione e nei collegi sindacali delle società pubbliche partecipate. È vero che il Sindaco non ha ancora modificato lo statuto di Meta in tale senso, pur avendone avuto il tempo. Ma è altrettanto vero che il principio della presenza delle donne nel Cda di Meta lo avrebbe potuto ugualmente rispettare. Sarebbe stato un gesto certamente apprezzato». «Nel frattempo - concludono Tedde, Martinelli e Pais - Meta è paralizzata e non esercita da mesi il ruolo di locomotiva per l'economia del territorio. L'economia cittadina langue, non viene fatta la programmazione degli eventi».

Nella foto: Marco Tedde e Stefano Lubrano
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