La crisi politica algherese si anima, analizza e discute sul social network più visitato. Lo fanno politici, ex o semplici cittadini che hanno il loro momento di visibilità a portata di post
ALGHERO - La piazza virtuale algherese si è spaccata sulla nuova sfida all'interno del centro-sinistra e della maggioranza cittadina: da una parte il mentore Mario Bruno e l'ex pupillo "sfiduciato" Stefano Lubrano. I loro abbracci «condivisi» sono solo un ricordo, restano le frecciate a colpi di interviste e conferenze stampa: da una parte il sindaco che chiede «fiducia vera» agli alleati (si fa per dire) per proseguire l'azione di governo; dall'altra il consigliere regionale (con grossa parte del Pd) che rilancia il rimpasto immediato per dare impulso e vigore all'azione amministrativa. L'ardua sentenza nelle prossime ore. Così, quello che un tempo si discuteva solo nei bar, in ufficio o nelle sedi dei partiti, ora trova uno spazio sempre maggiore nel social network più visitato, Facebook, dove da giorni rimbalzano i commenti sulle ultime vicissitudini politiche.
In buona parte la critica prevale su tutto il resto: sia nei confronti dell'onorevole mal visto come «salvatore della patria quando è il vero responsabile di questa situazione politica»; sia nei confronti di quel «sindaco del Pd che vota Cappellacci per i suoi interessi a Maristella». Tra i primi si schiera addirittura il compagno di partito ed ex parlamentare Guido Melis che commenta così sul suo profilo: «Ora, è vero che uno può sbagliare, e trascinare nel suo errore un intero schieramento e una intera città. Ma se sbaglia ha il dovere di fare autocritica e poi dovrebbe sentire il bisogno di un momento di riflessione personale». Non si fa attendere la risposta di Bruno: «pronto a tutte le autocritiche del mondo, però invito Guido a informarsi bene. Non ho mai detto che voglio prendere il posto del Sindaco. Ad Alghero c'è un momento delicato che ha portato il sindaco a minacciare le dimissioni e a chiedere la fiducia della coalizione sulla base di un documento politico».
Un duello verbale all'ultimo post che scopre le ruggini presenti tra i due (e non solo) all'interno del Pd regionale, fratture e frizioni che si specchiano nella situazione cittadina, dove il Pd non è certo l'eccezione. AlgueRosa, ad esempio, vota per il rimpasto quando uno dei suoi consiglieri, Valdo Di Nolfo, preferisce tenersi stretto l'assessore di sua indicazione (la Caula ai Servizi sociali); o nel caso di C'è (c'era) un Alghero migliore che da una parte (capeggiata da Maria Graziella Serra) accorda la fiducia al sindaco, mentre l'altra (che fa riferimento a Natasha Lampis) si dissocia e firma una petizione in cui chiede un netto cambio di passo. Un clima da thriller politico che unisce il popolo di Facebook: «si cominci a lavorare sul serio per una città che è ridotta alla miseria», «vogliamo essere governati, delle vostre beghe non ce ne frega niente», «una città aspetta che finiscano i vostri capricci», «lo spettacolo insieme alla ricreazione è finita», «lo spettacolo insieme alla ricreazione è finita», «Alghero è in coma, vergogna». E molto, molto altro ancora.
Nella foto: il consiglio comunale di Alghero
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