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Luigi Coppola 3 agosto 2005
Comune di Portotorres: al varo l’approvazione del bilancio 2004
L’assemblea consiliare approva all’unanimità il rendiconto consuntivo della gestione di bilancio per l’anno 2004. Contrapposizioni nelle interpretazioni dei capitoli di spesa che lasciano ampi spazi a schermaglie fra i banchi delle opposizioni. Patto di stabilità, costi del personale e sistemi d’informatizzazione burocratica, il tris di “carne ai ferri” per un contraddittorio sopra le righe


PORTOTORRES – Un’audizione del responsabile ai servizi finanziari, dott. Satta, ha aperto i lavori della terza assemblea consiliare del comune turritano, nata dalla passata consultazione amministrativa di due mesi fa. All’ordine del giorno l’approvazione del rendiconto consuntivo al bilancio economico finanziario dell’ente comunale per l’esercizio 2004. Un passaggio in aula dall’esito scontato, raggiunto non senza strascichi polemici, frutto di livori e ferite di un’aspra campagna politica elettorale. Ancora lontana dal sopirsi e da quel clima di piena collaborazione istituzionale, fondamentale per lavorare alla ripresa della città, invocata da più parti, ma ancora distante da una reale attuazione. L’esposizione contabile delle voci di bilancio, illustrata con l’ausilio delle slight luminose, proiettate dal computer, rivela cifre e consistenze di cassa che mediamente confermano le proiezioni degli anni passati. Voce determinante fra le entrate, l’imposta ICI che oltre i tre milioni e seicentomila euro di riscossione per l’anno corrente, ne determina oltre 700 mila relativi a situazioni pregresse. «…Il nostro comune deve cambiare e sta cambiando…l’architettura burocratica della struttura comunale tende ad un rapporto nuovo, più certo sulle entrate e sulla previsione di alcune d’esse…». Richiamati anche il servizio tranviario e quello idrico nella prefazione dell’assessore al personale, G. Rum, che ricordando la pianificazione politica, ispiratrice del documento contabile, ha introdotto la nota tecnica dei revisori di bilancio. Quest’ultimi negl’interventi del dott. Oggiano, presidente della commissione di revisione e del collega, dott. Idini, avallano la sostanza degli scritti contabili, pur riservando alcune raccomandazioni, utili a correzioni e migliorie future. Elemento delicato, che riserva interesse e preoccupazione per i risvolti non meramente onerosi o contabili, la “rigidità della spesa corrente”, riconducibile alla gestione del personale. La spesa relativa aumenta, nonostante la diminuzione della pianta organica. Chiaro giunge l’invito da parte dei revisori a regolarizzare contrattualmente la posizione dei 42 prestatori d’opera, attualmente collaboratori in convenzione determinata. Proprio questo punto, diventa uno degli argomenti caldi del dibattito che s’aprirà con toni non propriamente pacati. Il paradosso è che proprio la parte “politica”, espressione dei vari schieramenti di maggioranza e opposizione, fatica non poco a recepire tale invito dei tecnici, quando si tratta con una macchina amministrativa costituita da 250 elementi in organico, che prosciuga consistenze elevate di risorse in bilancio. Così proprio quando si è vicini alla votazione, con una rapidità senza precedenti, da una parte dell’opposizione partono i primi interventi. Prima il rappresentante di F.I. G. Dessì, ex assessore al bilancio in una passata amministrazione di centro destra, poi Gilda Usai rivendicano la paternità del bilancio in discussione, dalle ingenti cifre e definito il migliore in assoluto degli ultimi anni. Chiamato in causa anche Marco Francescani, si riapre un contraddittorio che torna inevitabilmente sulle ultime agitate fasi della passata amministrazione che segnarono lo strappo dell’ex maggioranza di governo e la premessa per l’avvento del commissario straordinario di governo. Chiamato ancora in causa, in dibattimenti che dovrebbero essere almeno estranei a quella vecchia fase politica istituzionale. Fatica più del dovuto il presidente di turno del consiglio, Maria Loddoni ad arbitrare il consueto rasling verbale fra Usai e Vacca (DS). Stende un velo pacato il sindaco col suo intervento sopra le parti. Nell’invito a non trasformare l’aula in un dibattito sul vecchio, su chi ha fatto bene o male, riprende la via per guardare avanti. Un ragionamento per capire come spendere i fondi che ancora rimangono in cassa ed aumentare quel 2,94% (davvero poco) sin’ora utilizzato. Se è vero che mancano i soldi è ancora più strano dover registrare una crescita di 268 milioni delle vecchie lire nelle spesa d’energia elettrica o di 54 mila euro in quelle telefoniche. Tanto meno, poco giustificabile riscontrare addetti comunali (come già segnalato non centellinati) con residui di riposo in attivo che superano i 180 giorni. Dopo oltre tre ore di tutto, di più, il documento è approvato all’unanimità. Un primo passo per ripartire: per la politica, quell’attesa dai molti del “cambiamento”, ci sarà ancora d’aspettare.

Nella foto: il sindaco Luciano Mura
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