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Porto Torres 24notiziesardegnaPoliticaTrasporti › Trasporti, Assessore Di Gangi: «fermiamo lo smantellamento delle attività ferroviarie nel nord Sardegna»
Red 5 agosto 2005
Trasporti, Assessore Di Gangi: «fermiamo lo smantellamento delle attività ferroviarie nel nord Sardegna»
Negli ultimi dieci anni le FS in Sardegna hanno tagliato tremila posti di lavoro, «e la rinuncia a un numero tanto consistente di dipendenti ha tenuto conto delle sole esigenze di bilancio – rincara Di Gangi - mentre non hanno goduto della minima considerazione altre valutazioni, a iniziare dalla qualità del servizio offerto, dal tessuto economico in cui si opera e da altre implicazioni sociali legate al sistema di trasporti»


SASSARI - «Facciamo qualcosa per arrestare lo smantellamento delle attività nel nord Sardegna da parte delle Ferrovie dello Stato”. È l’appello che l’Assessore provinciale ai Trasporti Marco Di Gangi rivolge a tutte le realtà politiche, sindacali e amministrative per scongiurare gli effetti di un processo che, «se non si dovesse arrestare, priverebbe il nostro territorio di un servizio pubblico indispensabile». Un danno enorme, tanto più che si sta parlando di un’area in cui «i limiti del trasporto pubblico locale rispetto alle condizioni geografiche rendono difficili sia la mobilità delle persone, sia lo scambio delle merci, con tutto ciò che ne deriva per lo sviluppo economico del nord dell’isola», insiste l’Assessore. Secondo il membro dell’esecutivo guidato da Alessandra Giudici «lo scenario che si sta definendo nel settore dei trasporti è preoccupante». Proprio per questo motivo Di Gangi ha deciso nei giorni scorsi di rivolgersi apertamente ai vertici di Trenitalia per chiedere un confronto serio e immediato. «Da mesi l’amministrazione provinciale si sta occupando della questione - scrive l’Assessore algherese - all’inizio di quest’anno il Consiglio Provinciale aveva redatto una “Mozione Urgente Servizio Ferrovie dello Stato nel Nord Sardegna” con la quale impegnava il presidente della Giunta a fare di tutto per invertire la tendenza». Ma non è servito a nulla. «Insensibili alle richieste degli utenti e dei rappresentanti politici e sindacali, le Ferrovie dello Stato hanno portato avanti il loro piano, stabilendo unilateralmente una serie di tagli e soppressioni che hanno aggravato una situazione già insostenibile», è l’accusa contenuta nella lettera inviata al direttore regionale di Trenitalia, Leonardo Ghisu.
A provocare tanta preoccupazione sono alcuni dati. Anzitutto, negli ultimi dieci anni le FS in Sardegna hanno tagliato tremila posti di lavoro, «e la rinuncia a un numero tanto consistente di dipendenti ha tenuto conto delle sole esigenze di bilancio – rincara Di Gangi - mentre non hanno goduto della minima considerazione altre valutazioni, a iniziare dalla qualità del servizio offerto, dal tessuto economico in cui si opera e da altre implicazioni sociali legate al sistema di trasporti». Discorso analogo vale anche per i treni. «Alla fine degli anni Ottanta transitavano a Chilivani circa 130 treni al giorno – è la denuncia - oggi sono poco più di 30». Ma a lasciare perplessi è soprattutto il recente progetto di ammodernamento e velocizzazione della rete ferroviaria sarda. È stata chiusa la Dirigenza centrale operativa di Sassari e Chilivani Sud, e per l’esponente della Giunta provinciale «è una chiusura che determinerà effetti devastanti in termini occupazionali e segnerà un ulteriore disimpegno delle Ferrovie dello Stato nel nord della Sardegna». La salvaguardia di queste Dirigenze e della Dirigenza centrale operativa di Chilivani Nord, «che verrà soppressa nel marzo 2006», rappresenta secondo Marco Di Gangi «l’ultima concreta possibilità di opporsi al processo di accentramento del servizio verso Cagliari e Oristano. Questo garantirebbe, oltre ai posti di lavoro, una maggiore dignità al nostro territorio». Una presa di posizione piuttosto perentoria, quella dell’Assessore, secondo il quale è «necessaria un’azione comune, forte e concertata, per indurre le Ferrovie dello Stato a invertire la rota, a compiere scelte che, pur garantendo le esigenze di bilancio, rilancino l’uso del trasporto ferroviario attraverso il reperimento degli investimenti necessari a ottimizzare il servizio». A questo scopo, conclude Di Gangi, «si rende necessaria la costituzione di un tavolo tecnico che individui le possibili soluzioni per invertire quella tendenza che sta portando Trenitalia a un disimpegno quasi totale nel nord della Sardegna».

Nella foto: Marco di Gangi
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