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S.A. 4 ottobre 2013
Imu attività produttive: appello di Scarpa
Il sindaco di Porto Torres chiede al presidente Fassino di integrare la proposta nella piattaforma sulla fiscalità locale


PORTO TORRES - «Senza le somme Imu dovute dalle società che hanno impianti produttivi nel nostro territorio non potremo più garantire i servizi essenziali per i cittadini. Per questo è necessario che gli introiti rimangano nelle casse dell’amministrazione comunale». È l’appello che il sindaco Beniamino Scarpa rivolge al presidente nazionale dell’Anci, Piero Fassino. L’associazione, nei prossimi giorni, dovrà elaborare una piattaforma programmatica per la riforma della fiscalità locale da sottoporre all’attenzione del governo. Diversi mesi fa era stato proprio Beniamino Scarpa a lanciare l’allarme sul possibile trasferimento delle somme Imu di opifici e impianti industriali in favore del governo, allarme condiviso successivamente da diversi sindaci dei comuni in cui insistono strutture di questo tipo.

«In base all’impatto socioeconomico e ambientale che grava totalmente sui territori che li ospitano, è opportuno che comuni come Porto Torres, che hanno costruito con grandi sforzi, negli anni, una rete di servizi essenziali rivolti ai cittadini e alle famiglie, possano poter contare integralmente sulle cifre dovute dalle società che possiedono capannoni, impianti e strutture nel territorio comunale», sottolinea il sindaco Beniamino Scarpa. «Nel Comune di Porto Torres l’incidenza dei cosiddetti beni di categoria “D” sul totale del gettito derivante dagli introiti dell’Imu è pari addirittura al 38%. Se tutte le quote dovranno essere accreditate allo Stato, noi subiremo gli effetti della tassazione Imu in misura nettamente maggiore rispetto alla stragrande maggioranza degli enti locali, in cui il gettito specifico delle categorie “D” non ha di certo un’elevata incidenza sul gettito totale», aggiunge Beniamino Scarpa.

Il sindaco, perciò, ha scritto al presidente dell’Anci nazionale, Piero Fassino, chiedendo che l’associazione presenti al governo la proposta di destinare l’Imu delle attività produttive ai Comuni in cui ricadono gli impianti o che, in alternativa, venga istituito urgentemente uno strumento di perequazione per assicurare alle casse comunali somme equivalenti che possano garantire la continuità dei servizi. «Nelle nostre casse rischiano di venire a mancare 2,6 milioni di euro. In questo modo non potremo più garantire servizi essenziali come l’asilo nido o la mensa scolastica e avremo difficoltà ad assistere anche i concittadini che vivono situazioni di disagio. Nei giorni scorsi la giunta comunale ha adottato una delibera tesa a far emergere l’evasione fiscale nel settore. Il provvedimento in oggetto – conclude Beniamino Scarpa – vanificherebbe anche ogni nostro sforzo fatto in questo senso».

Nella foto: Beniamino Scarpa
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