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Sergio Ortu
11 ottobre 2005
Sfuggita al controllo e ritrovata nelle acque di Capo Caccia una boa “errante” dell’Ifremer
Nel prestigioso centro di ricerca francese lavorano ben un migliaio di persone in vari dipartimenti che svolgono indagini oceanografiche, di biologia marina e di scienze zootecniche applicate al mare come pure di ingegneria applicata all’ambiente costiero

ALGHERO - Una boa roaming ossia “errante” dell’Istituto di Ricerca Ifremer è stata individuata dal personale dell’Area Marina Protetta di Capo Caccia - Isola Piana nei giorni scorsi alla deriva nei pressi del promontorio carsico. Gli uomini dell’Amp di Capo Caccia hanno notato la boa durante delle quotidiane opere di sorveglianza delle varie zone di tutela integrale. Issata a bordo dell’imbarcazione è stata subito identificata, attraverso una targa posizionata sulla boa stessa, la provenienza della boa utilizzata per particolari ricerche oceanografiche da parte del Ifremer. Si tratta di un famoso Istituto francese di ricerca applicata al mare. E’ probabile che la boa sia sfuggita al controllo dei ricercatori francesi durante qualche monitoraggio. Ora il personale dell’Amp si metterà in contatto con l’istituto francese per segnalare il ritrovamento. Da segnalare che l’Ifremer possiede dei centri di ricerca in Corsica a Bastia e nella Francia meridionale nelle località di Tolone, Sete e Montpellier. Facile pensare che tale boa sia sfuggita a qualche nave oceanografica che opera presso questi centri. Il quartier generale dell’Ifremer più grande e prestigioso si trova però nella Francia nordorientale a Brest. E la targa d’identificazione della boa ritrovata riporta infatti proprio i dati di Brest. Nel prestigioso centro di ricerca ci lavorano ben un migliaio di persone in vari dipartimenti che svolgono indagini oceanografiche, di biologia marina e di scienze zootecniche applicate al mare come pure di ingegneria applicata all’ambiente costiero.
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