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Stefano Idili 14 ottobre 2014
Rilanciare Meridiana anche coi giganti di Monte e' Prama
Gli eccezionali ritrovamenti dei giganti di Monte e' Prama non possono che rappresentare anche uno straordinario ritorno di immagine e attrazione per la Sardegna. Una buona campagna di marketing potrebbe favorire anche la compagnia Meridiana, oggi in crisi


CAGLIARI – Due questioni hanno conquistato la ribalta della cronaca in questi giorni: la vertenza Meridiana e i giganti di Mont e’ Prama. Due temi apparentemente distanti. Il primo riguardo il dramma degli esuberi, ovvero persone, (in totale 1600) mentre il secondo uno straordinario ritrovamento archeologico. Ma nonostante l’apparente distanza, sono due facce della stessa medaglia chiamata Sardegna.

Nel caso della compagnia aerea, la crisi dell’azienda che rispecchia una andamento non soddisfacente in relazione all’affermazione su tutto il panorama nazionale, e non solo, delle cosi dette “low cost”. Un trend sempre più in crescita che era più che prevedibile, ma che ha travolto come un bulldozer i vettori che non si sono fatti trovare preparati a partire da Alitalia, poi salvata dall’intervento statale. Adesso tocca a Meridiana i cui (disperati) dipendenti, la vertenza sarà affrontata questo venerdi in un vertice tra Governo Centrale e Regione, chiedono uno sforzo agli Enti pubblici affinché vi sia un sostegno economico proprio come avviene col co-marketing per le “low-cost”.

Ma è possibile sopperire al mancato funzionamento del mercato attraverso iniezioni di milioni di euro? Forse per un determinato periodo e con degli scopi ben precisi, ma è palese che se un qualsiasi tipo di intrapresa non riesce a reggere l’impatto della concorrenza qualche domanda è d’uopo porsela. E allora qui si affaccia il tema di Monte e’ Prama.

Scoperta che risale a metà degli anni ’70. Scavi proseguiti per 40 anni che oggi vedono la comparsa di elementi di eccezionale importanza e di livello mondiale per gli studi antropologici della razza umana. Dunque, è comprensibile che siamo davanti ad un fatto di una portata enorme. Un evento che, come detto dagli stessi studiosi, potrebbe mutare gli intendimenti riguardo la presenza dell’uomo nel Mediterraneo trattandosi delle statue più vecchie mai ritrovate.

Cosa c’entra dunque la similitudine con Meridiana. C’entra eccome. Il vettore già dell’Aga Khan, nato come Alisarda, avrebbe dovuto (e la speranza e che lo possa ancora essere) diventare la compagnia della Sardegna. Dunque, come accade anche per altri località turistiche, le Isole Baleariche sono un esempio, non solo un mezzo di trasporto, ma un volano per lo sviluppo dell’Isola. La volontà, ovviamente c’era e c’è.

Ma, tra costosi reinserimenti del personale, come dicono i manager e tra politiche indiscriminate, come dicono i lavoratori, la Meridiana è in profonda crisi. Tutto però gira intorno ad un punto fondamentale: il mercato. Se la Sardegna non è la meta prescelta dai villeggianti come anni fa, se perde appeal e se non ci sono motivi validi per visitarla, c’è il calo del giro d’affari per le compagnie.

A questo punto viene spontaneo pensare come sia possibile perdere un'ennesima occasione come quella rappresentata dai giganti di Monte e’ Prama, ma così pare. Oltre lo scippo dei lavori, assegnati ad una ditta Emiliana, questo dopo che le università e gli archeologi sardi hanno fatto tutto il “lavoro sporco”, c’è il serio rischio di una mancata valorizzazione di tali ritrovamenti. Solo questa scoperta, è chiaro, potrebbe garantire con una massiccia e adeguata promozione e organizzazione dell’offerta museale, un attrazione unica. Ciò potrebbe dare uno slancio agli arrivi in Sardegna, legati però ad una motivazione chiara, e una grossa boccata d’ossigeno all’asfittica economia isolano. C’è anche lo slogan: Meridiana la compagnia dei giganti di Monte e’ Prama.



Nella foto uno dei giganti ritrovati
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