Un incontro decisivo per analizzare i tasselli che ricostruiscono il puzzle delle indagini sull´omicidio, e che potrebbe portare a fermi già nelle prossime ore
NUORO - Oggi a Nuoro vertice di coordinamento fra il procuratore Andrea Garau, il sostituto Andrea Vacca, e gli investigatori - i carabinieri della Compagnia di Bitti, i colleghi del Reparto operativo del Comando provinciale di Nuoro e del Nucleo investigativo del Comando di Sassari - per fare il punto sulle indagini dell'omicidio di Gianluca Monni, lo studente 19enne assassinato venerdì mattina a Orune (Nuoro) mentre attendeva il bus per recarsi a scuola [
LEGGI]. Un incontro decisivo per analizzare i tasselli che ricostruiscono il puzzle delle indagini sull'omicidio, e che potrebbe portare a fermi già nelle prossime ore.
La pista privilegiata è quella che porta a Nule (Sassari) e che ha collegamenti con la sparizione, la sera prima del delitto, del 28enne Stefano Masala, di Nule, uscito da casa con la Opel Corsa grigia del padre, poi trovata bruciata venerdì notte nelle campagne di Pattada. L'ipotesi investigativa parte dai giorni della manifestazione "Cortes Apertas", il 13 dicembre 2014, quando due gruppi, uno composto da giovani provenienti da Nule, l'altro da ragazzi del posto fra cui anche lo studente assassinato, entrarono in collisione. Qualche bicchiere di troppo, insulti e apprezzamenti eccessivi per la ragazza di Gianluca Monni che reagì e venne minacciato a sua volta con una pistola da un minorenne di Nule. Lo studente ed i suoi amici riuscirono però a disarmarlo e a picchiarlo. Da qui, secondo gli investigatori, la causa scatenante dell'esecuzione di venerdì. Quanto al collegamento con la sparizione giovedì del giovane di Nule, vi è un elemento al vaglio degli inquirenti: l'auto dello scomparso, una Opel grigia, sarebbe quella usata dai killer.
Per alcuni testimoni i sicari sarebbero fuggiti proprio a bordo di una vettura grigio scura. L'ipotesi, quindi, è che il giovane di Nule, disponibile ad accompagnare amici e paesani, sia stato "ingaggiato" come autista da alcune persone del suo paese, i responsabili della spedizione omicida, fra cui anche il minorenne che a dicembre avrebbe minacciato la vittima. Dopo la spedizione punitiva che ha portato all'uccisione dello studente, Masala è sparito forse eliminato per non farlo parlare anche se non si esclude un allontanamento volontario.
«Chi sa qualcosa parli» questo l'appello del vescovo di Nuoro, monsignor Mosè Marcia, lanciato dalle frequenze di Radio Vaticana, in merito alla morte dello studente Gianluca Monni, il 19enne di Orune ucciso venerdì mattina mentre attendeva il pullman per scuola. «La gente è più che consapevole di ciò che è avvenuto - ha aggiunto -. Però il problema è che a questi giovani, noi adulti non stiamo dando nessun valore, non stiamo dando loro il rispetto per la vita, le speranze per andare avanti. Non è una comunità disperata, è una comunità affranta, ma è anche una comunità che gioca con le armi: ci sono troppe armi in giro»".
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