La ex forzista Salaris ironizza: «Becciu rappresenta oggi un movimento solitario per il centro». Ma il capogruppo del Muc annuncia «Il Muc non è solo il gruppo consiliare e avrà una sua espressione nella maratona per le comunali». Unità di intenti con Pino Giorico
ALGHERO - Ha atteso seduta sotto il campanile che il cadavere del suo nemico scendesse giù per il torrente. Oggi Maria Grazia Salaris, confluita nell’Udeur dopo aver sbattuto la porta in faccia a Forza Italia, contestando l’operazione Muc, nel vederne il fallimento dopo la fuoriuscita di Langella e Paulesu, si toglie qualche soddisfazione: «Porgo i miei migliori complimenti a Gianfranco Becciu per essere passato da capogruppo del Movimento Unitario per il centro a capogruppo del Movimento solitario per il centro». Sorride di gusto, oggi, lei che solo un anno fa aveva contestato vivacemente al suo sindaco una scelta strategica che Tedde definiva «un grande investimento», e che ora è rappresentata da un solo consigliere comunale e per questo è a rischio sopravvivenza. «L’unico risultato che hanno ottenuto è spaccare Forza Italia privando peraltro il partito di nomi con un certo peso e con un bel bacino di voti», aggiunge la Salaris riferendosi a se stessa ma anche al suo rivale Becciu. Ma a quest’ultimo la gabbia di Forza Italia stava stretta da parecchio e anche oggi che è rimasto solo a sventolare nell’aula di via Columbano la bandiera del Muc, esclude categoricamente il rientro a casa del figliol prodigo: «Non tornerò in Forza Italia – dichiara sicuro di se Gianfranco Becciu». Per lui, l’uomo dalla favella che incanta e che spesso ha contribuito ad elevare la qualità del livello del dibattito in un’aula dove spesso questa è latitante, il sogno di un grande centro non è tramontato proprio per niente, dopo il salto verso i banchi dell’Udc dei suoi due compagni Gianfranco Langella e Andrea Paulesu: «Il Muc forse non esisterà più come gruppo consiliare, forse cambierà nome, sicuramente cambierà gambe, ma una cosa è certa: non cambierà testa». Per Becciu infatti l’operazione non era collegata alle dimensioni del gruppo consiliare ma è qualcosa che va ben oltre: «Il progetto resta in piedi – ha spiegato – anche senza gruppo». Se un altro consigliere infatti non andrà ad offrire un appoggio esterno, il Muc con una sola rappresentanza non potrà sopravvivere e Becciu dovrà passare al gruppo misto (dove paradossalmente si rincontrerà con Maria Grazia Salaris). Ma per lui ciò che conta è l’investimento a lungo termine: «Le premesse degli elettori moderati esistono sempre. Quell’esigenza troverà espressione nella prossima campagna elettorale dove il Muc, magari con un altro nome, sarà ben rappresentato». La sua idea è sempre quella di riuscire a spostare l’asse politico verso un centro forte, ma sempre all’interno di un bipolarismo chiaro, «dove tutti quelli che stanno da una parte la pensino allo stesso modo». Quindi non la nascita di un terzo polo di centro in contrapposizione con destra e sinistra: «C’è la necessità di portare a galla quella sintonia, oggi sommersa, che i moderati sentono con i moderati della parte opposta. L’obbiettivo è riuscire a vivere politicamente questa affinità di idee che oggi, nel quadro attuale, non può emergere». E Pino Giorico, il regista dell’operazione Muc, che recentemente ha preso le distanze lasciando orfano il movimento? «Giorico si è tirato indietro dallo strumento tecnico ma non dall’idea che i moderati devono stare tutti insieme», ha precisato Becciu, confermando che non esiste alcuna rottura con l’onorevole algherese e che il loro cammino insieme prosegue in vista delle elezioni comunali, quando un gruppo di centristi, sotto la sigla Muc o un’altra poco importa, si presenterà all’elettorato con la voglia di rappresentare il mare magnum degli scontenti di destra e sinistra.
nella foto Gianfranco Becciu
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