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Porto Torres 24notiziesardegnaPoliticaRegione › L´occupazione continua. «Ora vogliamo i fatti»
S.A. 21 dicembre 2010 video
L´occupazione continua
«Ora vogliamo i fatti»
L´impugnazione del Bilancio dello Stato o i documenti con le reali cifre a disposizione della Sardegna: sono le condizioni poste dai consiglieri di minoranza nella conferenza stampa di stamane per porre fine all´occupazione


CAGLIARI - «La Giunta regionale deve immediatamente avviare le procedure per l’impugnazione del Bilancio dello Stato. Altrimenti l’occupazione dell’aula consiliare proseguirà ad oltranza». È netta e categorica la posizione dei consiglieri regionali del centrosinistra che da lunedì hanno scelto di occupare l’aula del Consiglio. Occupazione - fanno sapere - che andrà avanti fino a quando la Giunta non accetterà di impugnare il Bilancio dello Stato, a meno che il Presidente Cappellacci non porti in aula i documenti che attestano le reali cifre a disposizione della Sardegna.

Questa mattina (martedì), hanno tenuto una conferenza stampa poco dopo l’incontro (in cui era presente anche l'ex Presidente Renato Soru) con il Presidente della Giunta, Ugo Cappellacci, e con l’assessore alla Programmazione, Giorgio La Spisa. Secondo quanto riferito dai consiglieri della minoranza, il Presidente Cappellacci avrebbe mostrato il contenuto di una mail ricevuta da un funzionario del Ministero dell’Economia, nella quale le risorse destinate alla Sardegna sarebbero quantificate in 5.293 milioni di euro per il 2010 e in 5.398 milioni per il 2011.

Mario Bruno, capogruppo del Pd: «La nostra - ha sostenuto il capogruppo del Pd Mario Bruno - non è una posizione di parte, ma una iniziativa nell’interesse di tutti i sardi, che rischiano di perdere oltre 2 miliardi di risorse dovute dallo Stato alla Sardegna». Sull'incontro con il Governatore e le sue rassicurazioni sull'Esecutivo nazionale, Bruno commenta così: «Ma sono solo promesse da parte di un Governo che non ne ha mantenuta nessuna, nei confronti della Sardegna.

Noi abbiamo chiesto al Presidente Cappellacci di avviare le procedure per il ricorso alla Corte Costituzionale, dato che le scadenze sono ravvicinate. La Giunta ha ancora 50 giorni scarsi per deliberare e predisporre gli atti. Intanto noi manteniamo l’occupazione e lavoriamo per un ordine del giorno unitario in vista di una mobilitazione nei confronti del governo nazionale». «Di positivo - ha concluso il capogruppo democratico - c’è stato il riconoscimento, da parte del Presidente della Giunta, delò lavoro svolto nel 2006 e nel 2007, dal suo predecessore nella battaglia con lo Stato per il riconoscimento delle entrate tributarie destinate alla Sardegna».

Luciano Uras, capogruppo di SEL ha aggiunto: «Lo Stato, finora, è stato inadempiente, in questi casi si procede davanti alla Corte Costituzionale. Noi dobbiamo attrezzarci per essere pronti nel caso in cui il governo non mantenga le promesse. Se poi lo Stato ci riconoscerà i nostri diritti, tanto meglio. Vuol dire che ritireremo il ricorso».

Daniele Secondo Cocco, capogruppo dell’Italia dei Valori, rinnega «l'intenzione di fare ostruzionismo e - dice anche se la finanziaria arrivasse subito in aula, non sarebbe in grado di dare risposte ai sardi. La priorità è senza dubbio il rispetto dell’articolo 8 dello Statuto da parte dello Stato».

Nella foto: I consiglieri di minoranza che hanno occupato il Consiglio regionale
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