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Salvatore Cicu
10 marzo 2016
L'opinione di Salvatore Cicu
Il mio no all'olio tunisino
Non c'è alcuna possibilità di adesione rispetto ad una decisione che va contro le nostre imprese, creando gravi danni per i nostri consumatori. Il mio no all'immissione dell'olio tunisino nel comparto agricolo nazionale resta fermo, in maniera chiara e senza equivoci. La tutela delle eccellenze locali prodotte in ambiti già danneggiati da ripercussioni gravi, come la Puglia con la xylella, la Sicilia con una produzione che stenta ad avere una commercializzazione adeguata, e la Sardegna, con i piccoli produttori che vogliono finalmente avere uguali identiche possibili di merca.
Sostenere i processi di democratizzazione della Tunisia non significa dover compromettere i flussi commerciali dell’olio prodotto in Italia. Già 56.000 tonnellate di produzione sono state previste, altre 70.00 invece dovrebbero arrivare. Questo corrisponde ad una vera e propria invasione con evidenti crolli del prezzo e flessione al ribasso di un settore già in profonda crisi.
Il voto di oggi resta un accordo contro le nostre economie. Occorre allora riaprire il confronto su finanziamenti da dedicare ad una reale tutela dei marchi, una tutela più rigida e stringente per difendere il comparto agricolo da frodi, miscele di olio non italiano ma venduto come italiano. Le imprese e i consumatori sono i principali destinatari di una politica europea lontana dagli interessi locali dei nostri territori.
*Europarlamentare PPE
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