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Apre la condotta della Valle dei Giunchi
Con l’entrata in funzione della nuova condotta irrigua che collega l’invaso del Bidighinzu al comprensorio della Valle dei Giunchi, il Consorzio di Bonifica della Nurra consegna al territorio un’infrastruttura strategica destinata a cambiare il futuro dell’agricoltura del nord-ovest della Sardegna.

SASSARI - L’opera, realizzata grazie a un investimento complessivo di oltre 17 milioni di euro (15 milioni finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e 2,2 milioni di risorse regionali), rappresenta l’ennesimo intervento dei Consorzi di Bonifica per migliorare il settore irriguo. Il progetto ha consentito il completo ammodernamento della rete di alimentazione della Valle dei Giunchi, sostituendo una condotta ormai obsoleta che disperdeva circa il 60 per cento dell’acqua trasportata. Grazie alla nuova infrastruttura sarà possibile ridurre drasticamente le perdite, recuperare oltre la metà della risorsa idrica finora dispersa e garantire agli agricoltori un approvvigionamento più sicuro, efficiente e costante, elemento fondamentale per programmare le produzioni e affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici.
L’inaugurazione, svoltasi a Ittiri, ha riunito i vertici dell’Anbi nazionale e regionale, gli assessori regionali ai Lavori Pubblici e all’Agricoltura, i sindaci del territorio, il sindaco della città Metropolitana e le organizzazioni agricole, confermando il valore strategico di un’opera che il Consorzio di Bonifica della Nurra ha portato a termine rispettando tempi, obiettivi e qualità dell’investimento. Attualmente nel comprensorio della Valle dei Giunchi sono coltivati circa 170 ettari, ma la disponibilità di una rete irrigua moderna apre nuove prospettive di sviluppo, consentendo di ampliare le superfici produttive e rilanciare una delle aree agricole più vocate della Sardegna.
A sottolineare il significato dell’intervento è stato il presidente di Anbi Sardegna, Gavino Zirattu, che ha ricordato come la Valle dei Giunchi rappresenti il cuore della produzione del Carciofo Spinoso di Sardegna DOP, una delle colture simbolo dell’isola e autentico fiore all’occhiello dell’agricoltura regionale. «Per decenni il Carciofo Spinoso ha rappresentato una delle principali voci dell’economia agricola locale, garantendo reddito a centinaia di aziende e contribuendo all’identità produttiva di questo territorio. Dopo la gravissima siccità degli ultimi anni molti produttori avevano persino valutato di non reimpiantare le carciofaie per l’incertezza sulla disponibilità dell’acqua. Oggi questa infrastruttura restituisce fiducia alle imprese agricole e offre le condizioni per programmare il futuro con maggiore serenità», ha evidenziato Zirattu.
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