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Red
25 marzo 2017
Anticipata la chiusura della diga Maccheronis
«Con l'invaso pieno si scongiureranno le difficoltà dello scorso anno», dichiara il presidente del Consorzio di Bonifica della Sardegna centrale Ambrogio Guiso

TORPE' - Anticipata la chiusura della diga Maccheronis. La decisione è scaturita nei giorni scorsi a Cagliari durante un incontro che si è tenuto nel distretto idrografico su iniziativa del presidente del Consorzio di Bonifica della Sardegna centrale Ambrogio Guiso in collaborazione con i Comuni di Posada, Siniscola, Torpè, San Teodoro e Budoni. «Abbiamo mantenuto la parola – spiega Guiso – ci siamo battuti riuscendoci affinché, contrariamente a quanto prescritto dal decreto della Regione, prevalesse il buon senso e la chiusura fosse anticipata, evitando il serio rischio di cominciare anche quest’anno la stagione irrigua con la diga a metà e ripetere l’incubo dello scorsa stagione, quando la diga fu chiusa il 13 aprile e affrontammo, in un’annata siccitosa, la stagione con 17milioni di metri cubi d’acqua con tantissimi problemi per gli agricoltori e i centri turistici».
All’incontro di mercoledì a Cagliari, hanno partecipato, oltre al presidente ed al direttore del Consorzio di Bonifica, anche i sindaci di Posada, Torpè e Siniscola, i dirigenti di Enas, dell’Assessorato regionale ai Lavori Pubblici e del distretto idrografico. «La decisione è stata unanime – spiega il presidente del Consorzio - In questo modo, ci sono buone possibilità di iniziare la stagione irrigua, che parte il 1 aprile, con la diga piena e di non avere delle restrizioni nella erogazione. Ma questo secondo obiettivo lo raggiungiamo solo se tutti non sprecheranno un litro di acqua e rispetteranno le prescrizioni che dirameremo a breve». In questo momento, ci sono in diga 19milioni di metri cubi d’acqua, ne stanno entrando giornalmente 150mila metri e se ne consumano 25-30mila. Per riempire l’invaso, mancano circa 4milioni, obiettivo che continuando di questo passo si dovrebbe centrare.
Intanto, dal Consorzio stanno partendo le lettere indirizzate a tutti i soci che in tempi brevi dovranno indicare il fabbisogno irriguo: dovranno insomma scrivere cosa coltiveranno e quanta superficie sarà impiegata. «A quel punto, sapremo quanta acqua servirà e potremmo programmare – anticipa Ambrogio Guiso – tenendo anche conto che quest’anno è previsto un flusso turistico superiore del 20percento». L’obiettivo futuro è quello di rivedere il decreto regionale: «il livello massimo della diga deve essere anticipato di un mese: dal 30 marzo al 28 febbraio – argomenta ancora il presidente Guiso – evitando in stagioni siccitose come lo scorso anno di rimanere con l’invaso mezzo vuoto. Ci sono tutte le strumentazioni per mantenere sotto controllo la diga e limitare al minimo i rischi, anche perché le probabilità di alluvioni in primavera sono minimi».
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