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Mariangela Pala 30 giugno 2017
PdS e Possibile: «emergenza democratica a Porto Torres»
Gli eventi vandalici che hanno ripetutamente afflitto la città negli ultimi mesi danneggiano non solo beni privati ma anche edifici e beni pubblici. Una situazione di «emergenza democratica», sostiene il Partito dei Sardi che insieme al movimento “Possibile” denunciano il susseguirsi di atti di vandalismo senza sosta


PORTO TORRES - Gli eventi vandalici che hanno ripetutamente afflitto la città negli ultimi mesi danneggiano non solo beni privati ma anche edifici e beni pubblici. Una situazione di «emergenza democratica», sostiene il Partito dei Sardi che insieme al movimento “Possibile” denunciano il susseguirsi di atti di vandalismo senza sosta, di fronte ai quali non si pone alcuna azione di contrasto efficace da parte dell’amministrazione comunale. «Pensiamo a quanto accaduto nella necropoli di Su Crocifissu Mannu, agli atti di vandalismo negli spazi verdi della città, - sottolinea il coordinatore PdS, Alessandro Pinna - ai campeggi abusivi nel parco di Baden Powell che dopo i bivacchi hanno lasciato in “eredità” ogni sorta di rifiuti».

A questo si aggiungono le decine e decine di auto incendiate, segno dello stato di abbandono e di barbarie che si è impadronito della città, «senza che sia stato messo in atto un benché minimo piano di prevenzione e sicurezza contro questo crimine - aggiunge il coordinatore cittadino di “Possibile”, Marco Cossu – in attesa che ci scappi il morto prima di intervenire». L’inciviltà non può rappresentare «la regola» alla base della convivenza civile e la mancanza di una azione politica che parta da chi ha la responsabilità di governare, significa vivere nella totale situazione di incertezza.

Per i rappresentanti di Pds e Possibile non si può assistere inermi al degrado progressivo del patrimonio archeologico, storico e architettonico compreso quello degli impianti sportivi «senza intravedere alcuna intenzione di intervento da parte di chi dovrebbe amministrare». Ne sono un esempio le pessime condizioni del compendio della basilica di San Gavino, la scuola elementare De Amicis, il campo di calcio di Viale delle Vigne, il palasport e gli impianti scolastici. «Non si è neppure dato corso ad alcun piano di manutenzione e cura del patrimonio boschivo cittadino, anzi, - precisano Pinna e Cossu – il piano di forestazione non è partito. Eppure nell’ultima tornata elettorale c’era chi si presentava come il salvatore della patria!».

C’è la necessità di affrontare le emergenze e di «restituire alla città la centralità e la dignità perduta» almeno «da parte di chi ha a cuore i destini di questa comunità». L’attacco del Partito dei Sardi e del movimento “Possibile” è contro un’amministrazione che non dialoga con i comuni dell’Area Vasta. «Una città precipitata nell’isolamento totale. Importanti progetti di sviluppo richiederebbero, al contrario, uno sforzo congiunto da parte delle amministrazioni comunali del Nord-Ovest della Sardegna. Una vera emergenza democratica a causa della mancanza di piani di sviluppo e adeguate politiche per la promozione di occasioni di lavoro, - accusano Alessandro Pinna e Marco Cossu - e per la totale assenza di politiche di sicurezza e di coesione sociale. Anzi, si assiste all’interno della macchina amministrativa, con la scuola e con il corpo di Polizia locale, all’apertura continua di fronti di conflitto e di controversie senza precedenti».
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