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4 ottobre 2007
Caso Unipol: il video di Vacca a Montecitorio
Il deputato algherese, membro della Giunta per le Autorizzazioni e relatore per quanto concerne la posizione di Massimo D´Alema, ha riassunto l´andamento dei lavori della Giunta, da lui esposti in aula

ALGHERO – Dopo che la Camera ha stabilito di delegare ai magistrati l’eventuale decisione di chiedere autorizzazione al parlamento europeo sull’utilizzo delle intercettazioni del ministro e vicepremier Massimo D’alema nell’ambito del caso Unipol che lo vede coinvolto, il deputato algherese Elias Vacca, membro della Giunta per le Autorizzazioni e relatore per quanto concerne la sua posizione, ha riassunto l'andamento dei lavori della Giunta, da lui esposti in aula a Montecitorio. Massimo D'Alema non era deputato italiano all'epoca in cui le intercettazioni vennero effettuate. Una circostanza che, emersa nel corso dei lavori della Giunta, ha portato Vacca ad approfondire la relazione che inizialmente aveva predisposto con conclusioni analoghe a quelle a cui poi la Giunta è pervenuta nel caso di Fassino e Cicu. «Mi sono perciò concentrato sull'interpretazione della norma di cui all'articolo 6, secondo comma, della cosiddetta legge Boato n. 140 del 2003, che effettivamente nella sua formulazione letterale si presta a qualche equivoco e a qualche interpretazione peculiare –ha detto Elias Vacca in aula- la norma esamina il caso delle intercettazioni cosiddette indirette, ossia delle intercettazioni nelle quali incidentalmente, intercettando taluno che non rivesta la qualità propria di parlamentare, si incappi in una conversazione con un soggetto parlamentare». Di questa norma sono state date due interpretazioni. Per Elias Vacca «l'interpretazione non può che essere quella per cui laddove il parlamentare incidentalmente intercettato appartenga, nel momento della richiesta, alla stessa Camera alla quale apparteneva nel momento dell'intercettazione, si debba inoltrare la richiesta a quella Camera. Qualora, invece, il parlamentare abbia cessato l'ufficio parlamentare o sia passato da una Camera all'altra (dal Senato alla Camera dei deputati o viceversa), la richiesta deve essere inoltrata alla Camera alla quale il parlamentare apparteneva al tempo dell'intercettazione». Sulle conclusioni della Giunta per le autorizzazioni si è detto di tutto da parte dei cultori delle materie giuridiche, degli studiosi e dell'opinione pubblica, ha detto Vacca rimasto sfavorevolmente colpito da un'interpretazione unilaterale in senso quasi spregiativo delle prerogative parlamentari, nel momento in cui si è affermato che la pronuncia di incompetenza della Giunta mirasse quasi a mettere sotto tutela l'onorevole D'Alema. «Non è così perché la pronuncia della Giunta non mira a mettere sotto tutela nessuno, ma ad affermare i principi di diritto, a garantire il rispetto delle norme e ad evitare l'estensione di prerogative che, se irragionevolmente estese, diverrebbero privilegi ha sottolineato il Deputato algherese- Inoltre, nel procedimento in questione (a carico di Giovanni Consorte e di altri), non si stanno processando l'onorevole D'Alema, l'onorevole Fassino e l'onorevole Cicu, ma si sta chiedendo di autorizzare l'utilizzo delle intercettazioni relative a conversazioni intercorse con costoro». / IL VIDEO INTEGRALE / FORUM
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