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G.M.Z. 14 novembre 2007
Vertice e metano, opposizione all´attacco
Nel giorno del vertice di Alghero tra i governi italiano e algerino, Centrodestra regionale all´attacco sul metanodotto


ALGHERO - «Persa la partita della fornitura di metano a costi agevolati per i cittadini e le imprese sarde, il governatore Renato Soru si lancia nella speculazione», denunciano i consiglieri regionali di Alleanza Nazionale, Mario Diana e Antonello Liori, firmatari insieme a tutti i componenti dell'opposizione in consiglio regionale di un'apposita mozione. «Un business da 600 milioni di dollari, in cui la Regione non avrà alcuna voce in capitolo al momento di fissare le tariffe praticate nell’Isola e che farà finire la fetta più ampia dei guadagni nelle tasche di un socio straniero che non reinvestirà neppure un centesimo in Sardegna: è questo, in estrema sintesi, il progetto che si cela dietro la costituzione della società mista tra la Regione e Sonatrach per la commercializzazione del metano algerino in Sardegna e non solo». «Quella che Soru si appresta a costituire con il colosso algerino si configura in tutto e per tutto come una società per la vendita del gas naturale in regime di libero mercato, che distribuirà qualcosa come 2 miliardi di metri cubi di metano l’anno, dei quali la Sardegna, pur mettendoci tutto l’impegno possibile, non riuscirà a consumare più di 400 milioni», proseguono i due consiglieri. «Considerato che la quotazione attuale del gas naturale sui mercati internazionali è di 300 dollari per 1000 metri cubi, il calcolo è presto fatto: 600 milioni di dollari l’anno, con la Sonatrach, azionista di maggioranza, che incamererà la fetta più grossa senza reinvestire nulla nell’Isola, dal momento che la società ha quale unico scopo la commercializzazione del metano algerino. Perché la Regione non ha pensato di coinvolgere nella società una o più imprese sarde o quantomeno operanti in Sardegna, in modo tale che gli utili potessero essere reinvestiti nell’Isola? La mega-speculazione sul metano, però, non sarà a costo zero per le casse regionali», concludono i due consiglieri. «Nonostante, con una delibera del giugno 2006, la Giunta avesse deciso di restare nel consorzio Galsi a patto che fosse questo a realizzare, dopo averlo progettato, il metanodotto Algeria-Sardegna-Italia, ora che Galsi ha affidato a Snam Rete Gas la realizzazione e la gestione dell’impianto, la Regione non sembra minimamente intenzionata a disimpegnarsi dal consorzio, che dovrà reperire complessivamente qualcosa come 2 miliardi di euro per finanziare la realizzazione dell’opera. Un investimento faraonico che non porterà alcun risparmio per gli utenti sardi e nessuna ricaduta per le aziende isolane».
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