Il ministro degli Esteri italiano Massimo D’Alema, ed il suo omologo algerino Mourad Medelci, hanno fatto il punto della situazione dopo la firma del documento di cooperazione tra i due paesi. Economia, sicurezza ed immigrazione, i punti base dell’accordo
ALGHERO – Il vertice intergovernativo tra Italia ed Algeria si è chiuso qualche minuto dopo le 16.30, quando è terminata la conferenza stampa conclusiva dei ministri degli Affari Esteri dei due paesi, Massimo D’Alema e Mourad Medelci. IL rappresentante del Governo algerino ha testimoniato la riconoscenza del presidente della Repubblica Democratica d’Algeria, Abdelaziz Bouteflika, e dell’intera delegazione, per la splendida accoglienza ricevuta. D’Alema, dopo aver ringraziato Alghero per l’ospitalità, ha sottolineato il significato storico dell’incontro. E’ stata infatti la prima riunione collegiale con un importante paese non europeo.
Economia: L’ex premier italiano ha sottolineato il salto di qualità del partnerariato tra i due paesi. L’importanza dell’accordo del Galsi è segnalato da due numeri inequivocabili. Quando il gasdotto lavorerà a pieno regime, dall’Algeria arriveranno in Italia quarantamiliardi di metri cubi di gas metano all’anno, quasi la metà del fabbisogno complessivo della nostra nazione, che è stimato in novantamiliardi. Secondo D’Alema, sono state poste le condizioni per una sicurezza energetica di lungo periodo, con un impegno di massima per contratti di lunga scadenza ed un principio per l’estensione degli stessi. Questo, è stato spiegato, dovrebbe essere il primo passo per un accordo energetico tra l’Europa ed i paesi del sud Mediterraneo, e la Sardegna parteciperà a pieno titolo all’operazione. L’Algeria ha predisposto un piano d’investimenti quinquennale per sessantamiliardi di dollari, con una quota riservata alle aziende pubbliche nell’ambito delle gare pubbliche algerine. C’è stato anche un annuncio di rispettivi appoggi a candidature di prestigio: quella di Milano come sede dell’Esposizione Internazionale 2015, e quella dell’Algeria alla presidenza dell’Associazione Internazionale per il Commercio. Medelci, sottolineando le convergenze economiche ed umane dei due paesi, ha ricordato come il Pil algerino abbia superato i centomiliardi di dollari e che, circa la metà verta nel settore idrocarburi. «L’Algeria – ha spiegato – vuole uscire da questa dipendenza, aumentando e diversificando le strategie d’investimento». Il Governo algerino spera di riuscire ad attrarre un sempre maggior numero di aziende italiane, che attualmente sono circa centotrenta (nel 2004 erano la metà) nel paese maghrebino. Un paese che ha un potenziale minerario importante ed infrastrutture da valorizzare con l’aiuto dell’esperienza italiana.
Terrorismo e Sicurezza: Secondo D’Alema, il terrorismo nel Maghreb è una preoccupazione anche per l’Europa. Italia ed Algeria hanno quindi predisposto una collaborazione con costanti scambi d’informazioni. Italia ed Algeria predisporranno una cooperazione tecnico-militare e di difesa, con una costante interoperatività delle forze dei due paesi. Anche per questo, all’inizio del 2008, il ministro della Difesa italiano Arturo Parisi, andrà in visita ufficiale ad Algeri. Il dialogo è poi passato sulla Conferenza di Annapolis e sulla sicurezza nei paesi mediorientali, con espressioni di solidarietà verso la questione del Sahara Occidentale. Da segnalare, nell’ambito dei rapporti tra Marocco ed il “Frente Popular de Liberacion de Saguia el Hamra y Rio de Oro” (meglio noto come “Fronte Polisario”, il ruolo attivo dell’Algeria, paese osservatore del dialogo, sotto l’egida dell’Onu. Sul punto “terrorismo”, le parole d’ordine di Medelci sono essenzialmente due: Sicurezza e distensione.
Immigrazione: Per Massimo D’Alema, l’immigrazione dall’Algeria, che tocca proprio le coste della Sardegna, è una situazione nuova, ma in preoccupante crescita, che porta le due nazioni ad una forma di collaborazione. Nell’ultimo anno sono arrivati in circa duemila. Gli algerini saranno infatti inclusi in una quota privilegiata di emigrati legali. Secondo il ministro italiano, bisogna lottare per il riconoscimento dei diritti degli immigrati. Verranno studiate, insieme alle autorità algerine, le misure per bloccare alla partenza gli immigrati. Verrà formata una Commissione Tecnica che andrà a discutere proprio questo tipo di misure. Ma l’immigrazione, è stato sottolineato, non riguarda solo l’Italia. Infatti, anche i paesi del Maghreb, Algeria compresa, sono interessati da flussi d’immigrati dai paesi dell’Africa sub-sahariana. C’è quindi bisogno di una cooperazione con l’Unione Europea e, a tal proposito, l’Italia ha già dato parere favorevole.
Nella foto: Mourad Medelci, ministro degli Affari Esteri algerino, e Massimo D’Alema, ministro degli Esteri italiano
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