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Giovanni Baldassarre Spano
15 novembre 2019
L'opinione di Giovanni Baldassarre Spano
Alghero ha bisogno di una rivoluzione verde
L’attuale situazione economica che coinvolge la terra sarda e in particolare il Comune di Alghero, impone un’accurata riflessione. La sofferenza del settore turistico, specie del comparto ricettivo e la mancanza di strategie credibili volte alla destagionalizzazione, condannano il nostro territorio a garantire un’occupazione saltuaria e stagionale. Per quanto possa essere impopolare o più che altro non condiviso da alcuni, un territorio come la città di Alghero non può vivere unicamente di turismo. Più precisamente, il Comune non può basare la propria economia meramente sul flusso estivo e sulla sola offerta di servizi. Alghero ha bisogno di una rivoluzione economica che poggi sulle risorse del territorio. Il settore agricolo si presta quale volano trainante di questa reimpostazione economica. L’agricoltura della zona dovrebbe essere ripensata attraverso un doppio binario commerciale, che oltre la produzione a chilometro zero affianchi una seria filiera lunga dei prodotti locali, attraverso la loro distribuzione con consorzi di produttori. Questi, oltre a garantire le quantità necessarie, uniformerebbero la qualità produttiva e costituirebbero delle realtà forti con un elevato potere contrattuale.
La mancanza di una regia delle produzioni costituisce la principale fragilità del settore agricolo locale. Le grosse e medie realtà del territorio, nel settore oleario e vitivinicolo, assorbono molteplici categorie lavorative, che vanno dalla manovalanza qualificata alla figura professionale. Questo sarebbe possibile anche per altre tipologie colturali, ma solo assumendo un volume produttivo più consistente di quello attuale. Proprio dal doppio binario, macro e micro commerciale dei prodotti agricoli, può nascere un circuito virtuoso da abbinare sia al turismo, che alle attività collaterali alla distribuzione dei prodotti o alla loro trasformazione in loco. Questa rivoluzione verde nel territorio algherese non può trascendere dal recupero ai fini agricoli dei compendi delle ex aziende di Surigheddu e Mamuntanas, in quanto tali beni costituiscono le concentrazioni di superfici agricole unitarie di maggior estensione dell’intero comune. L’avvio di serie iniziative commerciali che coinvolgano cordate di investitori, che vogliano installare un’impresa agricola complessa di grosse dimensioni, è essenziale per il restante territorio algherese in quanto costituirebbe un’attrattiva delle produzioni dell’intero comune, nonché di maestranze e di figure professionali. Su questo punto l’Amministrazione comunale di Alghero ha il dovere di intercedere nei confronti degli organismi regionali dai quali dipendono le due ex aziende agricole. Oltre questo si invita la Giunta Conoci a dare luogo alla parte del programma elettorale che verte sul recupero dell’istituto agrotecnico di Santa Maria La Palma, disponendo quanto prima dei tavoli tecnici con gli altri Enti competenti.
Tale istituto, infatti, è necessario al fine di fornire adeguate figure specializzate, che costituiscano il collettore tra le mere maestranze e le figure professionali. Concludendo, si ritiene che, al fine di non pregiudicare ulteriormente l’economia locale, si debba concentrare il massimo dell’impulso amministrativo sulle iniziative volte alla rinascita economica del territorio. L’Assessorato alle Attività produttive dovrebbe essere chiamato a questo compito in via continuativa e con determinazione. Se questo, non sta avvenendo dovrebbe essere ripensato lo stesso Assessorato. I nostri giovani non devono continuare la diaspora dal luogo che ne ha dato i natali solo per l’incapacità o meglio la miopia politica di taluni che gestiscono il bene comune.
* componente del Partito sardo d'azione di Alghero
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