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Antonio Burruni
4 dicembre 2007
Alghero, specchio della politica italiana
Gli screzi nella Maggioranza algherese, riflettono il fermento sullo scacchiere della politica nazionale

ALGHERO – Forza Italia decide ed Alleanza Nazionale si smarca. E’ successo nel panorama politico italiano, con la decisione di Silvio Berlusconi, creatore di Forza Italia, di fondare un nuovo partito che inglobi tutte le forze moderate che non si riconoscono nel Centrosinistra, ed è successo ad Alghero, con la Maggioranza che sostiene Marco Tedde, e che ha deciso, di fatto, la destinazione della presidenza del Parco di Porto Conte. In entrambi i casi, le decisioni del partito di Berlusconi, non ha trovato l’appoggio ed il plauso di chi, dalla nascita della Coalizione di Centrodestra, a tutti i livelli, è sempre stato il partner più fedele ed affidabile, Alleanza Nazionale. Ed in entrambi i casi, An ha lamentato problemi di comunicazione, per la mancanza di una concertazione preventiva delle decisioni prese. A livello nazionale, Gianfranco Fini ha fatto subito la voce grossa, chiedendo a Silvio Berlusconi di chiarire la sua posizione, pena l’isolamento in un Centrodestra che andrebbe a frammentarsi, vista la posizione critica anche dell’Udc di Pier Ferdinando Casini. Per alcuni, sembrerebbero forti i richiami delle “sirene ammaliatrici” del nuovo Partito Democratico. Ad Alghero, non è il Partito Democratico a disturbare i sonni del Centrodestra, visti anche i dissidi interni all’Ulivo (Nina Ansini e Franco Calvia docet), ma semplicemente problemi legati alle dinamiche di gestione del potere. Da una parte Alleanza Nazionale che, dopo lo scisma a livello locale tra l’Udc (Antonello Usai e Francesco Sasso) e la Dc (Andrea Paulesu e Gianfranco Langella), che ha modificato il peso politico dei due partiti all’interno del Consiglio Comunale, chiede una revisione dei patti siglati ad inizio legislatura. Dall’altra, gli altri partiti che compongono la Maggioranza del governo cittadino che, invece, tentano di seguire pedissequamente gli accordi post elettorali. Un braccio di ferro che ha avuto la detonazione nell’assenza dei quattro consiglieri di An, Michele Pais, Adriano Grossi, Antonio Balzani e Giovanni Cecconello, alle elezioni per i vertici del Parco di Porto Conte, ma la sua deflagrazione è arrivata questa mattina, con le dimissioni degli assessori Ennio Ballarini ed Angelo Caria. Dopo questo autentico mezzogiorno di fuoco in salsa catalana, si attendono nuovi, ulteriori sviluppi. A partire dalla riunione di Maggioranza in programma questa sera.
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