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Red
11 dicembre 2007
Calich, politici in visita allo stagno
Sopralluogo della Quinta commissione regionale allo stagno di Calich di Alghero, che attende da quattro anni il collaudo dei lavori della peschiera

ALGHERO – Come annunciato, visita della commissione ambiente, oggi, allo stagno del Calich. Da oltre quattro anni in attesa di collaudo: la peschiera dello stagno di Alghero, non può decollare per i ritardi della burocrazia. I “lavorieri” (gli sbarramenti che impediscono al pesce di ritornare al mare) sono stati ultimati, ma, in assenza del collaudo, non sono consegnati alla cooperativa di pescatori, che gestisce da quindici anni l’ampio compendio lagunare (oltre cento ettari) considerato non solo una ricchezza ambientale, ma anche una risorsa economica che non riesce a decollare. Il problema è semplice: con qualche difficoltà, rispetto al passato, per lo sbarramento causato dai lavori di restauro del ponte romano di Fertilia che ostacola la circolazione e l’ossigenazione dell’acqua marina, il novellame e il pesce adulto va nello stagno, ma basta che la temperatura scenda (e scende più rapidamente nel Calich che in mare aperto) e il pesce segue il percorso inverso. I “lavorieri” bloccherebbero la “fuga” con paratie apposite. Il fatto è che le paratie non sono state consegnate alla cooperativa per mancato collaudo, affidato ai tecnici dell’assessorato regionale dell’Ambiente. Le opere stagnali sono state eseguite dal Consorzio di bonifica della Nurra, che ora chiede alla Regione il rimborso della spesa (quasi tre miliardi di vecchie lire). Non si comprende il motivo di un eterno rinvio che impoverisce la fauna ittica dello stagno e, di conseguenza, il reddito dei pescatori (ventisette soci della cooperativa, dieci in attività di pesca). O forse c’è un motivo recondito: s’avanza, infatti, qualche perplessità sull’esecuzione dei lavori e, anziché sciogliere il nodo, si va per le lunghe. I soci della cooperativa protestano, sentendosi “derubati” di più lauti guadagni (che lauti, in verità, non sono) e chiedono alla Regione d’intervenire con la sollecitudine che il caso richiede. Oggi la Quinta commissione (agricoltura e ambiente) ha visitato il compendio ed ha raccolto le molte lamentele. «Chiederemo all’assessore di sbloccare l’impasse e di consegnare la peschiera entro il 31 dicembre», promette il presidente Antonello Licheri, richiamando un’altra scadenza, quella del passaggio di consegne, a gennaio, dall’Ambiente all’Agricoltura, della pesca; passaggio che metterebbe in moto un altro meccanismo, all’inizio in fase di rodaggio. Il sopralluogo della Commissione è stato sollecitato dall’on. Cassano (Riformatori), convinto che «non si possa andare avanti così» e soprattutto che il ritardo «gioca a favore di altri interessi». Lo stagno del Calich «è dei pescatori, che da molti anni ci lavorano con responsabilità». Eventuali altri appetiti (lo stagno rientra nell’ampio comprensorio del Parco di Porto Conte) non sarebbero da prendere in considerazione. Dello stesso tenore la dichiarazione dell’algherese Pino Giorico, per il quale «il Parco non è il padrone» e deve, tutt’al più, vigilare sulla corretta gestione ambientale. Incomprensibile «il totale abbandono della mano pubblica», che invece destina risorse a attenzioni ad altri compendi «più vicini a Cagliari». Esasperati i pescatori. Giovanni Loi, dell’Agci (l’associazione delle cooperative) segnala il pregiudizio causato dal forte ritardo che non consente di pianificare l’attività e di sviluppare alcuna iniziativa commerciale. Tutto è legato alla precarietà dell’andamento climatico. Ferruccio Caneo, presidente della cooperativa, segnala i numerosi contrattempi che hanno influito negativamente sul reddito dei soci. Dai lavori di consolidamento del ponte romano, alla costruzione del ponte civile della Fertilia-Alghero, al dragaggio del porto e dello stagno, all’impianto dei “lavorieri” tutto è andato a discapito della pescosità dello stagno, quasi una “congiura”, che tira in ballo anche la Soprintendenza ai beni archeologici che, ultimati i lavori non ha ripristinato i luoghi creando ostacolo alla circolazione della corrente marina. Al sopralluogo della Commissione era presente anche il neo presidente del Parco di Porto Conte, Antonello Usai, che ha invitato gli ospiti a visitare la sede di Tramariglio.
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