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Red 21 settembre 2020
Le Amp sarde fanno rete
Una rete tra Aree marine protette della Sardegna, tra tutela ambientale e sviluppo economico: parte da Piazza Libertà, a Santa Teresa Gallura l’appello ai territori


SANTA TERESA GALLURA - Una rete tra le Aree marine protette della Sardegna per cogliere le opportunità che la difesa dell’ambiente e delle biodiversità marine aprono sul sistema economico territoriale. La sfida è stata lanciata da Santa Teresa Gallura, dove esperti e Istituzioni si sono confrontati per tracciare un quadro sui riflessi che proprio le aree marine sarde possono avere su tutto il settore economico isolano, a partire dal comparto turistico. L’occasione è stata l’incontro intitolato “Area marina protetta Capo Testa-Punta Falcone, startup e futuro: quali prospettive per il territorio?”, che si è svolto venerdì sera in Piazza Libertà. Un incontro voluto dall’Amministrazione di Santa Teresa che, proprio recentemente, ha varato il nuovo Disciplinare della neo costituita Amp Capo Testa-Punta Falcone. Il regolamento permetterà una maggiore tutela del paesaggio marino e costiero, ma offrirà anche nuove vie di sviluppo per cittadini e imprese, attraverso una più sostenibile fruizione delle bellezze naturalistiche del territorio. «Confidiamo e speriamo che nei prossimi dieci anni ci sia una presa di coscienza più forte del nostro patrimonio ambientale e che questo possa diventare sempre più anche un valore economico - dichiara il sindaco Stefano Pisciottu, aprendo i lavori del dibattito - proprio il nostro ambiente protetto ci consentirà di continuare a fare attività turistica in modo sempre più sostenibile e consapevole e di far diventare questo patrimonio il punto di crescita della nostra comunità e di tutto il nord Sardegna. Prossimo passo, sarà quello di permettere a tutte le aree marine dell’Isola di dialogare tra loro e rappresentare il territorio in modo univoco».

Che le Amp della Sardegna possano giocare un ruolo decisivo per la tutela ambientale, ma anche per la crescita economica dei territori se unite in rete, ne è convinto anche il direttore dell’Area marina protetta Tavolara-Punta Coda Cavallo Augusto Navone: «Crediamo in una strutturazione allargata delle Aree marine protette. Dovremmo iniziare a ragionare su una grande riserva Mab-Unesco che vada dall'Asinara a Tavolara passando per Santa Teresa Gallura e non solo. È una strada percorribile oltre che un'ambizione che possiamo perseguire». Infatti, dall’esperienza dell’Area di Tavolara arriva l’esempio di come questi Enti possano offrire lavoro, generare un indotto economico legato alla gestione di progetti nazionali ed europei, creare nuove occasioni di turismo, anche di nicchia come quello subacqueo, e dare valore economico alla piccola pesca. «Le Aree marine consentono agli Enti locali di appropriarsi della gestione integrata della fascia costiera - spiega Navone - e lo fanno in modo funzionale a un turismo sano ed equilibrato da una regolamentazione di contorno. Per creare veramente nuove opportunità, però, devono saper cooperare e fare sistema».

«Non guardate solo alle onde del mare ma anche all’entroterra». E' questo, invece, il messaggio lanciato dal presidente dell’Anci Sardegna Emiliano Deiana. «Istituzioni ed Enti locali stanno facendo un grande sforzo per fronteggiare la crisi, puntando su assi importanti come l'innovazione, il superamento dei divari digitali, nuove reti e connessioni e la tutela dell’ambiente. In questo quadro, bisogna saper puntare sulle capacita locali di esprimere idee e capitale umano – sottolinea Deiana - bisogna far dialogare le comunità e superare l'etica della competizione in favore di quella della collaborazione o non ci saranno prospettive». All’incontro ha partecipato anche il sottosegretario di Stato alla Difesa Giulio Calvisi: «L’Italia avrà presto 209miliardi di euro da spendere. Dentro questa partita ci si può giocare molto del nostro futuro per far crescere il territorio. Dobbiamo operare a livello di valorizzazione ambientale, di digitalizzazione e rafforzamento dello stato sociale. Dal connubio ambiente-sviluppo economico ci sono grandi opportunità». Durante i lavori, è intervenuto anche il comandante in seconda della Guardia costiera de La Maddalena Guido Avallone, che ha messo in evidenza la vocazione ambientale marina della Guardia costiera come braccio operativo del Ministero e l’impegno profuso nel monitoraggio delle Amp sarde che dal prossimo anno potrà contare anche sul nuovo Disciplinare varato dal Comune di Santa Teresa. Da Stefania Pinna, ecologa marina ed esponente di Legambiente, l’appello a continuare gli sforzi per la tutela della biodiversità marina sarda, che riveste un ruolo cruciale anche per occasioni di sviluppo, perché «più si tutela la salute dei nostri mari, meglio si contrasta l’impatto dell’uomo sulla natura».

Nella foto: un momento dell'incontro
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