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Giovanna Caria
20:21
L'opinione di Giovanna Caria
Sulla criminalità non bastano le rassicurazioni
Quello che emerge leggendo alcune delle principali testate nazionali e regionali in questi giorni sulle possibili infiltrazioni della criminalità organizzata ad Alghero è troppo grave per essere minimizzato. Le dichiarazioni riportate dalla stampa parlano di capitali illeciti, acquisizioni di attività commerciali, traffici di droga, intimidazioni e incendi. Se questo quadro corrispondesse alla realtà, saremmo davanti a una questione che riguarda la sicurezza dei cittadini, la libertà degli imprenditori e il futuro stesso della città. Non ci si può permettere di rappresentare pubblicamente una città turistica come Alghero come un territorio nel quale la criminalità organizzata si è o si starebbe infiltrando, senza che a questa rappresentazione seguano azioni concrete e risolutive. Chi ha la responsabilità e gli strumenti per intervenire deve assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. I cittadini hanno bisogno di sapere che le istituzioni sono presenti, capaci di proteggerli e di intervenire. E proprio per questo c’è una domanda alla quale è necessario dare una risposta: se gli elementi che vengono descritti sono reali, quali iniziative sono state avviate per accertare eventuali reati perseguibili d’ufficio? Quali verifiche sono in corso sui capitali, sulle acquisizioni, sulle attività economiche e sugli episodi di intimidazione e incendio? Non può essere il cittadino a rappresentare il punto di partenza dell’azione dello Stato ma gli organi deputati a leggere i segnali precisi, verificare i fatti e intervenire con misure adeguate. La fiducia dei cittadini si costruisce dimostrando che chi ha il compito di proteggerli è già al lavoro. Ciò nondimeno, il sindaco deve assumere una posizione chiara, chiedere alle autorità competenti un quadro preciso della situazione, pretendere interventi concreti e fare tutto ciò che è nelle proprie competenze per tutelare il tessuto economico e sociale di Alghero. Non è, peraltro, una richiesta che avanziamo oggi per la prima volta. Già nei mesi scorsi avevamo chiesto al sindaco di interessare immediatamente il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e di ottenere un rafforzamento straordinario delle forze dell’ordine sul territorio di Alghero, proprio alla luce della successione di incendi, danneggiamenti e atti intimidatori. Avevamo già allora chiesto un salto di livello, non limitato alle rassicurazioni, ma fatto di azioni straordinarie sul fronte investigativo, della prevenzione e del controllo del territorio. Oggi quella richiesta è ancora più urgente. E se siamo ancora in tempo per arginare eventuali infiltrazioni criminali per impedire che Alghero diventi terreno fertile per interessi mafiosi, si agisca adesso, non quando sarà troppo tardi. Questo significa anche iniziare a programmare l’Alghero del futuro, una città che vuole continuare a essere una grande destinazione turistica e che certo non può limitarsi a gestire l’esistente. Ci si deve necessariamente interrogare su come proteggere il proprio tessuto imprenditoriale, su come controllare e valorizzare le proprie trasformazioni urbanistiche e, soprattutto, su quale città vogliamo consegnare alle prossime generazioni. In questa prospettiva va aperta anche una riflessione sul carcere cittadino. Non possiamo ignorare quanto dichiarato dalla magistrata Maria Gabriella Pintus sul principale quotidiano del nord Sardegna, ovvero che la presenza nella struttura carceraria di detenuti appartenenti a organizzazioni criminali può inevitabilmente richiamare sul territorio le loro reti di relazione. Non possiamo sottovalutare le conseguenze che la presenza di determinati detenuti può produrre sul territorio. E allora dobbiamo avere il coraggio di chiederci se sia ancora ragionevole mantenere una struttura penitenziaria nel cuore di una città turistica come Alghero, oppure se sia arrivato il momento di ripensarne la funzione e la collocazione. Una struttura penitenziaria collocata nel cuore di una città turistica, in un contesto urbano profondamente cambiato rispetto a quello nel quale fu realizzata, non può essere considerata un elemento immutabile.
*Per i Riformatori Sardi di Alghero
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