Ricorso dell’associazione Gruppo d’Intervento Giuridico: la Regione, da anni, non invia all’ISPRA i censimenti delle tre specie della c.d. fauna nobile stanziale, con una palese lesione delle esigenze conservazionistiche della fauna selvatica
CAGLIARI - Il T.A.R. Sardegna, con decreto presidenziale Sez. II, 17 settembre 2026, n. 285, ha sospeso parzialmente il calendario venatorio regionale sardo 2025-2027 (decreto assessoriale 7 agosto 2026, n. 7) nella parte relativa alla caccia alla Pernice sarda (Alectoris barbara), della Lepre sarda (Lepus capensis mediterraneus) e il Coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus) nelle giornate del 20 e del 27 settembre 2026. L’ultima giornata di caccia, il 4 ottobre 2026, sarà oggetto di esame da parte del Collegio nell’udienza prevista del 30 settembre 2026. Le prime due giornate di caccia alla c.d. fauna nobile stanziale sono state eliminate.
Il ricorso è stato effettuato dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), egregiamente rappresentata e difesa dall’Avv. Carlo Augusto Melis Costa, e, in queste ore, sarà affiancato dai ricorsi ad adiuvandum delle associazioni Lega per l’Abolizione della Caccia (LAC) e LIPU – BirdLife Italia. La Regione autonoma della Sardegna si è costituita a difesa del provvedimento impugnato e sono intervenute le associazioni venatorie Federcaccia Sardegna, Caccia Pesca Tradizioni Sardegna e Associazione Italiana Libera Caccia.
Il decreto presidenziale ha evidenziato «profili di danno grave ed irreparabile sicuramente sussistenti in quanto lo svolgimento delle giornate di caccia autorizzate comporterebbe l’abbattimento irreversibile della fauna selvatica" e "censure relative alla carenza di istruttoria (laddove evidenziano, in attuazione del principio di precauzione, la necessità di una particolare attenzione alla realtà ambientale nell’attualità del territorio regionale) e al difetto di motivazione (in punto di scostamento dalle indicazioni rese dall’ISPRA».
«Non sussistono, infatti, censimenti estivi delle tre specie in presenza di una pesantissima e devastante stagione estiva con temperature in media di 35-40 gradi e oltre nei mesi di giugno, luglio e agosto 2026 (vds. relazioni ARPAS in materia). In ogni caso, la Regione, da anni, non invia all’ISPRA – che, per legge, deve esprimere il proprio parere sul calendario venatorio – i censimenti delle tre specie della c.d. fauna nobile stanziale, con una palese lesione delle esigenze conservazionistiche della fauna selvatica. Si tratta dell’ennesimo esempio di spudorato favore della Regione autonoma della Sardegna verso le pretese venatorie e dell’ennesimo provvedimento di censura da parte dei Giudici amministrativi. Il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), la Lega per l’Abolizione della Caccia (LAC) e la LIPU – BirdLife Italia difendono e continueranno a difendere la fauna selvatica, anche in Sardegna» da sapere Grig.
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