Presentato dai componenti dell’Assemblea del Parco un ordine del giorno da discutere e votare: «è il momento della chiarezza: chi condivide questa operazione venga allo scoperto e se ne assuma pubblicamente la responsabilità davanti agli algheresi»
ALGHERO – Convocare l’Assemblea del Parco naturale regionale di Porto Conte per discutere e votare un ordine del giorno sulla proposta regionale di modifica della governance dell’Ente.
È la richiesta sottoscritta da Michele Pais, Marco Tedde, Alessandro Cocco, Raffaele Salvatore, Massimiliano Fadda, Giovanna Caria, Antonello Peru, Lina Bardino e Nina Ansini, nella loro qualità di componenti dell’Assemblea del Parco. Contestualmente è stato presentato un ordine del giorno del quale viene chiesta espressamente la discussione e la votazione nella medesima seduta, con l’obiettivo di impegnare il Presidente e il Consiglio direttivo del Parco a rappresentare nelle sedi regionali la posizione dell’Assemblea.
«Quello che si sta prospettando – dichiarano i firmatari – rappresenta, a nostro giudizio, un vero e proprio esproprio della sovranità della comunità algherese sul proprio Parco. Non siamo davanti a una semplice modifica tecnica o burocratica della governance. Si vuole modificare un modello che, sin dalla nascita del Parco, ha riconosciuto ad Alghero e ai suoi rappresentanti democraticamente eletti un ruolo centrale nella gestione di una delle parti più pregiate e identitarie del territorio cittadino». La legge istitutiva del Parco ha infatti affidato la gestione al Comune di Alghero e individuato nel Consiglio comunale in carica l’Assemblea dell’Ente. Un modello che garantisce la rappresentanza diretta della comunità cittadina attraverso i suoi rappresentanti eletti.
«La Regione vuole cambiare profondamente questo assetto. Non è sufficiente lasciare formalmente ad Alghero una maggioranza numerica se contemporaneamente viene svuotato il principio della rappresentanza diretta del Consiglio comunale e una parte rilevante della governance viene trasferita ad altri soggetti istituzionali. Alghero non può diventare semplicemente uno dei soggetti chiamati a decidere sul proprio territorio». I nove componenti dell’Assemblea pongono quindi anche una questione di chiarezza politica all’interno della città. «Non sappiamo se questa operazione regionale trovi o meno fiancheggiatori a livello locale. Proprio per questo chiediamo che l’Assemblea venga convocata e che l’ordine del giorno venga discusso e soprattutto votato. È giusto che, qualora vi sia qualcuno disposto a sostenere questa modifica, venga allo scoperto e spieghi pubblicamente le proprie ragioni. Gli algheresi hanno il diritto di sapere chi difende la centralità di Alghero e chi, invece, è disposto ad accettarne il ridimensionamento nella governance del Parco. Chi ritiene giusto consegnare una parte delle decisioni sul nostro territorio a logiche regionali lo dica apertamente e se ne assuma la responsabilità politica davanti alla città».
E ancora: «Non accetteremo che decisioni così importanti vengano assunte seguendo i diktat delle segreterie regionali dei partiti, sacrificando sull’altare degli equilibri politici regionali gli interessi della comunità che ciascun rappresentante istituzionale è chiamato a rappresentare. Per questo il voto dell’Assemblea è fondamentale: consentirà di capire con chiarezza le diverse posizioni. Nessuno potrà nascondersi. O si difende la centralità di Alghero oppure si sostiene una riforma che la ridimensiona.Saranno poi gli algheresi a valutare le scelte compiute dai propri rappresentanti». Con l’ordine del giorno viene chiesto al Presidente e al Consiglio direttivo del Parco di rappresentare nelle sedi istituzionali la contrarietà dell’Assemblea alle modifiche che comportino un ridimensionamento della centralità di Alghero, chiedendo lo stralcio o, in subordine, la sospensione delle disposizioni sulla governance fino allo svolgimento di un confronto con il Comune e con l’Assemblea del Parco.
Viene inoltre richiesta l’apertura di un tavolo istituzionale tra Regione Sardegna, Comune di Alghero e Parco naturale regionale di Porto Conte. «Non siamo contrari alla collaborazione con altri enti. Ma collaborazione non può significare sottrarre sovranità alla comunità algherese. Il futuro del Parco di Porto Conte non può essere deciso sopra la testa degli algheresi. Per questo chiediamo una cosa molto semplice: convocare l’Assemblea, discutere la riforma e mettere ai voti l’ordine del giorno. Ognuno ci metta la faccia e si assuma la propria responsabilità davanti alla città. Porto Conte rappresenta una delle parti più preziose del territorio di Alghero. Alghero non si svende e la sua comunità non si calpesta.»
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