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Antonio Burruni 22 marzo 2010
Farinelli: «Ecco la Generazione Alghero»
Il vulcanico commerciante algherese, illustra la sua idea, che potrebbe portare una profonda novità nella vita politica della Riviera del Corallo


ALGHERO - «Era da tempo che volevo iniziare a scrivere questa idea che ho in testa. Credo intimamente che sia una grande idea, o meglio intuizione, che possa portare nella politica locale un nuovo modo di intenderla fuori dagli interessi personali, fuori dalle logiche di appartenenza di schieramenti, fuori da tutto quello che “ingessa” la politica stessa e le fa perdere di vista il suo vero fine ultimo: garantire la libertà individuale. Tutto nasce dall’esperienza che ho avuto nei Circoli della Libertà, esattamente partendo da gennaio del 2007». Inizia così l’incontro con Fausto Farinelli, che illustra alla redazione di Alguer.it “GenerazioneAlghero”.

Ma cos’è Generazione Alghero?
«Generazione Alghero è, per adesso,appunto un’idea. Non è ancora un’associazione, ne tantomeno un comitato. E’ un’ispirazione a chi volesse interessarsi più da vicino della vita politica della sua città. Non c’è un presidente o un comitato di poche persone che decidono, magari, per tutte. Qui c’è posto per tutti. Io mi sono dato il compito di accendere la miccia, di piantare il seme della possibilità in ogni uomo e donna che vogliono impegnarsi in prima persona della vita politica di Alghero».

La politica algherese, nell’ultimo periodo, sembra un po’ ingessata…
«Alghero ha bisogno di una vera e propria “rivoluzione civica”, che possa portarla a diventare una città modello. Il nostro orizzonte non può essere disegnato da altri, dobbiamo essere noi a portare più avanti possibile la sua linea e poter decidere il nostro futuro perché è esattamente la che andremo vivere, dove faremo crescere i nostri figli. La politica in città è stagnante, sia da parte dell’Amministrazione Tedde, che dall’Opposizione. La prima vede un vuoto politico ed una navigazione a vista, contando anche che oramai, tutti lo sanno ma nessuno lo dice, Tedde non ha quasi più maggioranza. Sento di dire che le dimissioni, questa volta irrevocabili, saranno imminenti. Per quanto riguarda l’Opposizione, questa è assente. Il Pd in città non è mai nato, hanno fatto fallire anche il tentativo di Matteo Tedde, che per i veti di certi vecchi e stantii politici, non è riuscito a fare niente. La politica cittadina è miseramente fallita. E’ ora che le persone di buon senso non legate alle grandi famiglie algheresi vengano fuori e comincino a lavorare per le prossime Elezioni Comunali. GenerazioneAlghero sta nascendo per tutti loro».

Ed in che modo potrete inserirvi nella vita politica di Alghero?
«Generazione Alghero si propone di diventare, prima un movimento civico d’opinione, successivamente, qualora ci siano le esigenze e la voglia vera di cambiare, “la lista degli algheresi”, fatta dagli algheresi dalla a alla z. I cittadini decideranno il programma che diventerà il programma della città. Dunque non un programma preconfezionato di Centrodestra o di Centrosinistra. Ci saranno le persone che si vogliono impegnare in politica che verranno scelte dai cittadini per farle diventare consiglieri ed assessori. Questi, una volta che avranno responsabilità di governo, andranno dal notaio a firmare un “patto morale” con i cittadini che li hanno eletti. Ognuno di loro (consiglieri ed assessori, oltre che il sindaco), avrà l’onore e l’onere di portare a compimento il programma che tutta la città ha consegnato loro. Una volta fatto questo, chi vorrà potrà continuare ad occuparsi di politica attiva, gli altri che vorranno tornare alle loro attività potranno farlo con la soddisfazione personale di aver contribuito a migliorare la vita dei loro concittadini».

Si avvicina la stagione estiva. Una stagione che non nasce sotto una buona stella.
«Mi sembra doveroso che sia io a riportare una prima idea riguardante il settore del turismo, ad Alghero tanto decantato, ma mai professato fino in fondo. L’obiettivo è creare una scuola di formazione permanente sulla cultura e vocazione turistica. Alghero, per chi la vive, è senza dubbio un luogo incantevole, con chilometri di spiagge e locali caratteristici. Però, manca ancora quella cultura turistica per farci fare il salto di qualità. Lo si vede quando la nostra città partecipa alle fiere del turismo, quando vai nei negozi e ne i commessi, ne i titolari, sanno parlare le lingue straniere. Penso ad un inglese, ad uno spagnolo o ad un tedesco quando entrano in un negozio di abbigliamento o in una gioielleria. Come diavolo fai a persuaderlo a comprare, se non sai neanche salutarlo nella sua lingua? Provate a pensare quante vendite perse. Per non parlare dei ristoranti: se ti presenti a mangiare alle 14,30 già sei un problema. In Spagna, si mangia a qualsiasi ora ed in qualsiasi posto. Parliamo dei locali di intrattenimento? Ad esempio, non esiste un piano bar, insomma un locale per i trentacinque-quarantenni. Una città turistica, deve innanzitutto essere vivibile in primis dai suoi cittadini. Per prima cosa deve essere sempre pulita ed accogliente, se i suoi cittadini ci vivono bene e sono felici, lo saranno anche con i turisti. Molte persone con cui parlo, che vengono a fare le vacanze qui da noi, mi dicono spesso che sembra che non siano in un posto di vacanza: la gente sembra seria e triste. Insomma, manca quel clima vacanziero che invece si trova in altre parti. Questa scuola che immagino, è una scuola aperta a tutti, una scuola dove i normali cittadini, ma anche gli imprenditori ed i loro collaboratori, sono attori protagonisti. La cultura turistica deve entrare anche nelle scuole, insegnare ai ragazzi quale importanza economica ha il turismo, quali gli obiettivi che la città si pone, quali le opportunità per loro. Le spese saranno a totale carico del Comune, con insegnanti preparati e lo studio di case “History”, sia aziendali che di città. Ne ho già parlato con amici formatori, colleghi ed amici politici di paesi e città dove il turismo è diventata la risorsa primaria e non vedono l’ora di venire da noi per duplicare quello che fanno loro tutti i giorni».

Nella foto: Fausto farinelli
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