Si profilano settimane decisive per l´inchiesta sull´eolico in Sardegna che ha travolto i vertici istituzionali della Regione Sardegna. Ugo cappellacci presto in procura a Roma. Nell´inchiesta sulle opere del G8 si cerca un presunto tesoretto all´estero
CAGLIARI - Si profilano settimane decisive per l'inchiesta sull'eolico in Sardegna che ha travolto i vertici istituzionali della Regione Sardegna: il sipario dovrebbe calare entro un mese, almeno stando alle dichiarazioni del Procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo, titolare della maxi-inchiesta. Dopo di che spazio alle eventuali richieste di rinvio a giudizio o di archiviazione per gli otto indagati eccellenti.
E i prossimi giorni saranno cruciali, anche emotivamente, soprattutto per il Governatore Cappellacci, finito sotto inchiesta con le pesanti accuse di abuso d'ufficio e concorso in corruzione: il presidente, infatti, sarà convocato in Procura a Roma, oltrechè riferire all'Aula di viale Trento a Cagliari, dannanzi al Consiglio regionale. Richiesta avanzata da numerosi gruppi consiliari e accettata dallo stesso Governatore che nell'unica dichiarazione rilasciata sulla vicenda ha detto che presto si presenterà in Consiglio.
Intanto i magistrati perugini che si occupano dell'inchiesta sugli appalti (che almeno in alcuni personaggi si intreccia con quella sull'eolico di sardegna), sono a caccia di eventuali fondi neri che potrebbero essere depositati e nascosti in altri stati, come Lussemburgo, Svizzera e San Marino. Stando alle indiscrezioni riportate da alcuni giornali, il coordinatore del Pdl Denis Verdini potrebbe aver occultato fondi neri, gioielli e opere d'arte in conti correnti e in banche estere. Il politico nega ogni addebito e dice ben vengano le rogatorie internazionali, perchè così sarà dimostrata l'inesistenza di miei tesoretti o fondi neri. /
UGO CAPPELLACCI
Nella foto: Ugo Cappellacci
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