E’ il grido d’allarme lanciato dai Riformatori che hanno presentato una propria proposta di legge per dare certezza ai produttori sardi di energie rinnovabili che attendono risposte chiare dalla Regione
ALGHERO - E’ il grido d’allarme lanciato dai Riformatori che hanno presentato una propria proposta di legge per dare certezza ai produttori sardi di energie rinnovabili che attendono risposte chiare dalla Regione per gli impianti fino a 1 Megawatt. Il consigliere regionale Franco Mula, primo firmatario della proposta di legge, spiega l’urgenza dell’intervento regionale: «Se la Regione non si affretta ad adeguarsi alla nuova normativa nazionale (Legge 4 giugno 2010, n. 96) e a dare certezza e velocità alle pratiche pendenti, i produttori sardi rischiano di essere beffati dalle lungaggini».
«E la Sardegna rischia ancora una volta di perdere una valanga di
soldi: versiamo 50 milioni di euro al GSE, soltanto 15 milioni di euro
sono tornati in Sardegna. Ma in una congiuntura così drammatica per l’economia e per l’occupazione, noi sardi – si chiede Mula - possiamo permetterci che quasi 40 milioni di euro dei nostri soldi siano usati per incentivi ai produttori del resto d’Italia o - peggio ancora - siano incamerati dal Gestore Servizio Energia?».
«La situazione è insostenibile – sottolineano Dedoni, Fois e Franco
Meloni - come al solito la lentocrazia che affligge la Sardegna rischia
di creare danni pesanti alla nostra economia, questa volta in un
settore - quello delle energie rinnovabili - che è assolutamente
compatibile con le esigenze di sviluppo sostenibile della nostra
terra».
Il capogruppo Pierpaolo Vargiu e il segretario regionale Michele
Cossa garantiscono, da parte loro, l’impegno di portare il contenuto
della proposta all’immediata attenzione delle altre forze politiche
consiliari, per arrivare in tempi brevi all’approvazione di un testo
che estenda a tutta la materia delle rinnovabili (fotovoltaico, ma
anche biomasse, biogas etc.) il regime dei procedimenti autorizzativi
che aiutino i nostri produttori a non perdere la propria
competitività.
Nella foto: Pietrino Fois
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