Lo chiedono con insistenza le opposizioni. Di seguito il commento del consigliere regionale algherese Carlo Sechi
CAGLIARI - «Oggi in Consiglio Regionale si è consumato l’epilogo dell’esperienza politica del Presidente Capellacci. Anche se riuscirà in qualche modo ad accontentare tutti i partiti della sua maggioranza, riconoscendo loro assessorati e posti di sottogoverno, nulla potrà essere come prima». Così Carlo Sechi, consigliere regionale algherese, dopo l'
azzeramento della Giunta Cappellacci e il conseguente caos in consiglio regionale con la sospensione dei lavori per mancanza di numero legale.
«E’ sotto gli occhi di tutti l’incapacità e l’inadeguatezza della maggioranza del centro-destra di affrontare, governare e risolvere i gravi problemi che riguardano tutti i comparti dell’economia sarda: dall’industria ai trasporti, dalla pastorizia al turismo, dalla sanità alla scuola», sottolinea Sechi. «Era prevista in Consiglio Regionale la discussione di una mozione sulla grave situazione in cui versa la scuola sarda presentata dall’intera opposizione consiliare».
«La mozione - sottolinea l'esponente politico algherese - conteneva alcune ipotesi di soluzione che impegnava il Presidente della Regione e la Giunta Regionale all'apertura di una forte vertenza con il Governo nazionale al fine di assicurare il diritto allo studio di qualità per i giovani sardi, impedire la chiusura delle scuole, riconoscere il carattere speciale dei territori interni e montani della Sardegna e la peculiarità delle aree urbane a maggior rischio di emarginazione».
«La mozione impegnava l’esecutivo a ripristinate le prime classi e i convitti di cui è già stata decretata la soppressione e la chiusura, a dare attuazione a quanto disposto in materia di diritto allo studio dalla legge regionale n. 12 del 2005, a prendere adeguate e urgenti misure per tutelare i docenti precari e il personale Ata rimasto disoccupato».
«A fronte di questo importante provvedimento - attacca senza sconti Carlo Sechi - il Presidente Capellacci, gran parte dei componenti della sua giunta, moltissimi consiglieri di maggioranza erano assenti, perché la crisi politica ha impedito loro di partecipare al dibattito, di prendere precisi impegni di fronte all’intero popolo sardo e di aprire una vertenza con lo Stato per la salvaguardia della scuola in Sardegna. Come era prevedibile, tutte le promesse e gli impegni fatti in campagna elettorale sono risultati nulli».
«Occorre mettere fine a questa agonia politica - conclude l'onorevole - che non giova a nessuno, ridare la parola agli elettori per cambiare il quadro politico del governo della Regione e per affrontare con capacità e serietà la gravissima crisi che sta attraversando la società sarda».
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