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S.A.
15 novembre 2010
Balbina scuote il Pd: «Riprendiamoci la città»
Nella lettera rivolta al segretario locale del Partito Democratico, il coordinatore cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà fa un´analisi del territorio e da il via ad un confronto all´interno dell´opposizione ad un anno e mezzo dalle elezioni amministrative

ALGHERO - La crisi economica, il crollo occupazionale, i disagi del territorio e il suo futuro: sono alcuni dei punti toccati dal coordinatore cittadino di Sinistra Ecologia e Libertà, Giancarlo Balbina nella lettera rivolta al segretario locale del Partito Democratico, Mario Salis. Un confronto all'interno dell'opposizione ad un anno e mezzo dalle elezioni amministrative ad Alghero. Di seguito il testo intergrale inviato questa mattina (lunedì).
" Siamo davanti ad una crisi economica e sociale profonda, strutturale, che va ad incidere sui valori fondanti della convivenza civile, trasformando l’uguaglianza e la solidarietà, base della nostra Costituzione Repubblicana, in individualismo ed egoismo, dispiegati attraverso massicce dosi di comunicazione mediatica farcita di falsi valori e di miti di cartapesta. Questa crisi partita dalla finanza, morde e produce disastri anche nell’economia reale, determinando la chiusura di fabbriche, l’aumento esponenziale della cassa integrazione, il licenziamento in tronco di precari e di lavoratori a progetto, che finiscono sul lastrico a zero euro. Tutti i dati ci informano che ormai la povertà colpisce una famiglia su cinque nel nostro paese, in prevalenza nel meridione. E’ una situazione allarmante e pericolosa per la coesione sociale, che fino all’ultimo, il Governo Berlusconi ha cercato di occultare e di minimizzare. Se guardiamo a casa nostra, non possiamo che constatare, la drammatica crisi economica della Sardegna, dove alle vertenze disperate dei pastori e degli agricoltori, alla progressiva desertificazione industriale, sulla quale si innesta lo smantellamento del Petrolchimico di Porto Torres, che da lavoro a decine e decine di lavoratori algheresi, alla disoccupazione giovanile che tocca i picchi massimi con il 44.7%, si somma una devastante crisi morale, vedi lo scandalo dell’eolico, che evidenzia un governo della cosa pubblica più propensa a risolvere problemi personali che quelli propri della comunità sarda. In un tale contesto, abbiamo il dovere politico e morale, come forze di sinistra alternative al centrodestra, di esprimere una forte critica all’esistente e di proporre valide soluzioni alternative. La situazione in cui si trova la nostra città è in linea con il declino del resto della Regione. Ai quasi ventimila disoccupati presenti nella circoscrizione dell’Ufficio di collocamento, si aggiunge il dato terribile, che mostra come oltre la metà di essi, siano privi di alcuna qualifica professionale. Di fronte alla negatività di un simile quadro, la Giunta Tedde, che da 8 anni amministra la città, sembra solo intenta ad auto incensarsi e ad auto ammirarsi, senza risolvere un solo vero problema sul tappeto: non il Puc, che non si sa se sarà approvato da una maggioranza divisa; non la rinascita del Porto, risorsa da sempre inutilizzata, o, forse, utilizzata, proficuamente, solo da pochi fortunati gestori di pontili; non il Parco di Porto Conte assurto a Ente nel quale si spartiscono posizioni politiche, più che imbastire vere iniziative economiche e turistiche; non lo straccio di una idea di Sviluppo locale, che dopo il fallimento dei patti territoriali e dei contratti d’area, susseguitisi al ritiro dello Stato, sembra sempre più che mai affidata alla labile ed estemporanea iniziativa individuale; mentre, come sappiamo, la stagione turistica appena trascorsa si è distinta per i ben noti deficit strutturali di accoglienza e fortemente condizionata dalla crisi economica in atto. A tale degrado, si aggiungono le nubi sulla situazione finanziaria del Comune, alle prese ancora con il fallimento della Secal, che dimostra come, l’affidamento ai privati della gestione dei servizi pubblici locali, spesso si riveli una pericolosa scorciatoia ideologica che crea più danni di quelli che vorrebbe risolvere; il ridimensionamento annunciato per la Sanità algherese dalla Regione “amica”, il degrado che ha colpito la laguna del Calic, che ha provocato gravi conseguenze alla balneazione di un lungo tratto di litorale algherese, con forti ripercussioni negative per l’immagine turistica della Riviera. Davanti a questo lungo cahiers de doléances, che testimonia in maniera inequivocabile il fallimento del centro destra, oltre che la fine del ciclo populista berlusconiano, riteniamo importante, per una nuova fase del centro-sinistra algherese, l’apertura di un deciso e trasparente confronto di idee e di programmi, che metta al centro dell’iniziativa politica cittadina, la costruzione di un’alternativa concreta di governo per la città, dopo quasi un decennio di governo della destra. E’ per questo che ti chiedo, a breve, un incontro fra i nostri partiti, che apra un virtuoso ciclo di incontri e di consultazioni, attivando un tavolo politico nel quale possano confluire, con pari dignità, tutte le forze politiche dell’opposizione cittadina".
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