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Antonio Burruni 23 novembre 2010
«Alghero può rinascere dalla società civile»
Fausto Farinelli, ispiratore del movimento cittadino Generazione Alghero, indica obbiettivi e mezzi per aiutare la città. Il leader del movimento civico a tutto campo


ALGHERO - «Inizio con il dire una cosa per cancellare equivoci. Era il 1° dicembre del 2008 quando proprio il quotidiano “Alguer.it” ha pubblicato la notizia della nascita di “Generazione Alghero”. Era il passaggio naturale dopo aver abbandonato la “politica” cittadina come presidente del “Circolo della Libertà” di Alghero». Inizia così, l’intervento Fausto Farinelli, sul delicato momento politico che vive la cittadina della Riviera del Corallo.

Qual è la “mission” di Generazione Alghero?
«Come allora quando dicevo “Generazione Alghero si propone di diventare la lista degli algheresi, fatta dagli algheresi dalla a alla z. I cittadini decideranno il programma che diventerà il programma della città. Dunque non un programma preconfezionato di Centrodestra o di Centrosinistra. I cittadini sceglieranno i candidati consiglieri e gli assessori. Questi una volta che avranno responsabilità di governo andranno dal notaio a firmare un patto morale con i cittadini che gli hanno eletti. Ognuno di loro (consiglieri ed assessori, oltre che il sindaco) avranno l’onore e l’onere di portare a compimento il programma che tutta la città ha consegnato loro”, questo intendimento lo è anche adesso, anzi a maggior ragione».

La tua idea è di rimettere la politica al servizio del cittadino e non viceversa.
«All'inizio avevo con me anche Massimiliano Lepri, ma subito dopo decise di tornare all’ovile e cercare, parole sue, di cambiare le cose dall’interno della politica. Oggi posso dire che Massimiliano è tornato nel movimento civico dopo aver assaporato la politica da vicino. la politica che ti usa e poi ti butta via. Come è successo a me dall’esperienza dei Circoli della Libertà. tanto lavoro per portare la Brambilla al Parlamento e poi direttamente al Governo come ministro del Turismo. Infatti subito dopo dei circoli non se ne è saputo più niente. Io dico che se ci stai troppo in mezzo alla politica non riesci ad essere più libero, ti incastra nel suo meccanismo e ti porta a fare schifezze. Solo persone libere, che non hanno mai ricevuto favori e che non ne devono fare, possono fare di Alghero una città modello».

Un risultato che non possono più raggiungere i partiti tradizionali?
«E' da troppo tempo che i partiti non riescono ad essere obiettivi su quello che c'è da fare in città. Tutti contro tutti. Se la Maggioranza propone qualcosa, l’Opposizione la boccia. Stessa cosa se succede il contrario. Dico agli algheresi che sono molto di più le persone che non hanno ricevuto favori e sono proprio a queste persone che Generazione Alghero vuole parlare, convincere ad occuparsi della propria città. Non succederà mai niente se alle lamentele non segue l'azione. Duole dire però che nonostante le mail che riceviamo e la gente che incontriamo per strada che ci dice "bravi continuate così”, non ha nessuna intenzione di esporsi direttamente, facendo in questo modo un grosso favore ai politici attuali che in questo modo rimangono li dove sono».

Cosa bisogna fare per la città di Alghero?
«Alghero ha bisogno di un nuovo risveglio. Troppi tavoli, incontri per analizzare i problemi, ma poi niente di niente, vuoto totale. Le direttrici su cui muoversi sono essenzialmente due: una è il turismo, dove gli annunci, le riunioni, i tavoli e pre-tavoli di discussione, i convegni si sprecano. Ad Alghero manca essenzialmente la cultura e vocazione turistica, a partire da chi ci governa. L'obiettivo è creare una scuola di formazione permanente sulla cultura e vocazione turistica. Alghero, per chi la vive, è senza dubbio un luogo incantevole, con chilometri di spiagge, locali caratteristici. però manca ancora quella cultura turistica per farci fare il salto di qualità. Lo si vede quando la nostra città partecipa alle fiere del turismo, quando vai nei negozi e ne i commessi, ne i titolari sanno parlare le lingue straniere. Penso ad un inglese, uno spagnolo o un tedesco quando entrano in un negozio di abbigliamento o in una gioielleria. Come diavolo fai a persuaderlo a comprare, se non sai neanche salutarlo nella sua lingua? Provate a pensare quante vendite perse. Per non parlare dei ristoranti: se ti presenti a mangiare alle 14,30 già sei un problema. In Spagna si mangia a qualsiasi ora ed in qualsiasi posto. Parliamo dei locali di intrattenimento? Non esiste ad esempio un piano bar , insomma un locale per i trentacinque-quarantenni».

Generazione Alghero cosa può fare per aiutare il settore?
«Questa scuola che noi pensiamo, è aperta a tutti, una scuola dove i normali cittadini ma anche gli imprenditori e i loro collaboratori sono attori protagonisti. La cultura turistica deve entrare anche nelle scuole, insegnare ai ragazzi quale importanza economica ha il turismo, quali gli obiettivi che la città si pone, quali le opportunità per loro. Insomma, ci aspetta un lavoro immane. Se gli algheresi ci daranno responsabilità di governo della città, ci impegneremo a fondare questa scuola le cui spese saranno a totale carico del Comune, con insegnanti preparati e lo studio di case History sia aziendali che di città. Ne ho già parlato con amici formatori, colleghi ed amici politici di paesi e città dove il turismo è diventata la risorsa primaria».

Parlavi di due direttrici verso cui muoversi. Qual è la seconda?
«L’altra direttrice è incentivare il lavoro autonomo attraverso l'aiuto dell'ente comunale, un progetto fattibilissimo che a suo tempo discussi con l'allora assessore alle Finanze Angelo Caria. Il quale, ne sono sicuro, dopo aver digerito le tante amarezze ritornerà in sella, magari proprio con un movimento civico alla guida della città. Non abbiamo paura a segnalare Caria. Per questo, cito un ricordo: quando ci fu la presentazione di Ennio Ballarini come candidato alle ultime Regionali, un suo compagno di partito, Adriano Grossi, ha preferito non farlo intervenire per non "inquinare negativamente" la presentazione. Ecco questo è come funzionano i partiti. In città vi è un senso di "respingimento" verso questa politica che pensa solo alle appartenenze, alle correnti, al protagonismo e soprattutto alle poltrone. Non vi è nessuno e dico nessuno disposto a "sacrificarsi" per il bene della città.

Quindi, cosa si delinea nel futuro politico cittadino?
«Mancano circa due anni alle prossime elezioni, l’invito del nostro gruppo è quello rivolto agli algheresi di venir fuori dall’imbuto, di svegliarsi dal torpore e di tirare fuori la voce, di gridare che far rinascere Alghero se si vuole, si può. Gli uomini liberi di ogni età, di ogni estrazione sociale, di ogni religione ed educazione possono fare il miracolo. Tutti insieme per Alghero, per una nuova alba che porti la città e i suoi abitanti ad essere protagonisti, prima di se stessi, e poi nel resto d’Europa facendo diventare la Riviera del Corallo un esempio da imitare e un posto dove venire a vivere serenamente ed entusiasmarsi giorno dopo giorno. Esagerati? forse, ma almeno ci vogliamo provare!»

Nella foto: Fausto Farinelli
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