Il consigliere regionale dell’Upc illustra la sua posizione al governatore isolano, in riferimento alla proposta di conferimento dei beni immobili presenti all’Asinara, di proprieta regionale, al Comune turritano
CAGLIARI - In una lettera rivolta al presidente della Regione Autonoma della Sardegna Ugo Cappellacci, il rappresentante dell’Upc in Consiglio Regionale Massimo Mulas, invita a ragionare sull’opportunità di trasferire la proprietà dei beni immobili presenti sull'Isola dell’Asinara, attualmente di proprietà della Regione, alla diretta gestione del Comune di Porto Torres.
«Ritengo, e non sono il solo a pensarlo – scrive Mulas – che i margini di crescita produttiva dell’Asinara siano ancora notevoli e che l’attività politica e amministrativa sarda possa fare ancora tanto per rendere l’Isola Parco realmente una fonte importante di occupazione, di sviluppo turistico e, di conseguenza, di crescita economica». Secondo il consigliere dell’Upc «l’attribuzione dei beni immobili presenti sull'Asinara di proprietà della Regione Sardegna al Comune di Porto Torres consentirebbe finalmente di poter usufruire liberamente di un territorio che rappresenta la metà esatta del Comune di Porto Torres, ma che non si è mai riusciti a valorizzare».
«Da tempo – aggiunge – si cerca di convertire la vocazione produttiva di Porto Torres e di tutti i centri limitrofi, cercando di trovare in maniera concreta basi solide per una programmazione che consenta di smettere di “elemosinare” quel poco che la chimica e il petrolchimico, a stento, possono ancora offrirci. La comunità di Porto Torres – afferma ancora il consigliere – tutti i suoi cittadini, i suoi commercianti, coloro che operano nei servizi ricettivi e turistici, le associazioni culturali cittadine e le rappresentanze politiche presenti nel territorio, convengono da anni sull'idea di investire impegno, denaro e competenze nell'Isola Parco dell'Asinara, intesa come strumento per lo sviluppo dell'economia locale. Sono certo – conclude Massimo Mulas – che tutte queste considerazioni ci porteranno al raggiungimento di una soluzione positiva, necessaria e opportuna per uno sviluppo produttivo sostenibile e importante per le sorti del nord-ovest della Sardegna».
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