Settimo Nizzi detta la linea al Centro-destra in Regione. Tensione alle stelle ad Alghero dove Udc e Psd´Az rimangono distanti dal Pdl. C´è attesa per la decisione di Marco Tedde alle richieste di rimpasto
ALGHERO - C'erano proprio tutti a Cagliari per il vertice regionale del centrodestra sardo, col dichiarato intento di rinsaldare una Maggioranza che risente pesantemente degli scossoni politici romani e delle politiche poco incisive della Giunta cagliaritana. E così è stato, almeno in parte. Passa la linea di Settimo Nizzi, coordinatore Pdl regionale insieme a Mariano Delogu, che prevede il veto sulle alleanze con Futuro e Libertà per l'Italia (esattamente in linea con quello che succede nella sua Olbia ndr).
Santa alleanza. Veto che però non riguarderebbe il nuovo gruppo consiliare regionale del terzo polo che nascerà ufficialmente mercoledì in via Roma (tra Udc e Fli appunto). L'obiettivo insomma rimane la riproposizione in sede amministrativa dell'alleanza che attualmente governa la Regionene: Pdl, Udc, Riformatori Psd'Az, Uds e Mpa. A questi proprio come accade in Parlamento, si dovrebbe aggiungerere La Destra di Storace, tenuta sempre alla larga dal centro-destra per evidenti derive estremiste. A Cagliari rimane inascoltato insomma, almeno per ora, il diktat berlusconiano che voleva il partito di Casini fuori da tutte le amministrazioni regionali, provinciali e comunali, troppo alti gli interessi in campo.
Alghero. Tutto fa pensare che sarà proprio tra la giornata di oggi (lunedì), o al massimo martedì, il giorno della verità, col sindaco Tedde che dovrà dare risposte certe all'Udc. Tradotte in termini politici si chiamano assessorati. Per l'esattezza due, che andrebbero a sommarsi a quello ai Servizi Sociali già in quota Udc. Sarà curioso vedere se il Primo cittadino eviterà lo scontro diretto, cercando di accontentare gli alleati centristi; allo stato attuale, infatti, non avrebbe obbiettivi immediati a cui puntare: troppo distanti, almeno per ora (temporalmente parlando ndr) e salvo colpi di scena tutt'altro che impossibili, le elezioni Politiche e Regionali, a cui Tedde sicuramente già pensa.
Dopo-Tedde, elezioni vicine. La fine anticipata del secondo mandato elettorale risonerebbe, probabilmente, come una vera e propria sconfitta per la coalizione di governo cittadino. All'orizzonte, infatti, ci sono importanti punti programmatici che attendono risposte (primo fra tutti il sempre rinviato Piano Urbanistico Comunale che aspetta solo l'ingresso in aula). Si aprono così gli scenari al dopo-Tedde, con grande incertezza sulla composizione degli schieramenti (non è assolutamente scontato che Udc e Psd'Az confermino l'alleanza col Pdl ndr) e sui nomi più spendibili da presentare agli elettori.
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