Mauro Pili (Pdl): «E’ l’unica strada per superare la palese violazione costituzionale che si avrebbe se il federalismo andasse avanti solo per le regioni ordinarie e si fermasse per quelle Speciali. Alla Sardegna non serve un gesto di solidarietà ma il riconoscimento di un diritto sacrosanto»
CAGLIARI - «Senza il riequilibrio insulare è violato non solo il valore storico e culturale dell’autonomia sarda ma, soprattutto, verrebbe meno il principio costituzionalmente sancito della coesione e dell’unità nazionale». Lo ha detto stamane (mercoledì) il deputato sardo Mauro Pili in apertura dei lavori parlamentari alla vigilia del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. «Intervengo - ha detto Pili - per ricordare a noi tutti che tale festa non potrà essere celebrata ovunque con la stessa enfasi e la stessa convinzione».
«Ricordo - ha detto Pili nel suo intervento in aula - a tal proposito che la Sardegna è, dopo 150 di unità d’Italia, l’unica regione europea dove per entrare nel proprio territorio si chiede il certificato di residenza regionale. E’ una caso unico in Europa, unico nel nostro paese. Per viaggiare in aereo è necessario un attestato di residenza perché ancora sussiste una continuità territoriale che differenzia residenti e non residenti. Una disposizione anacronistica, discriminatoria, arbitraria che rende la Sardegna sempre più isola e sempre più isolata».
«La Sardegna - ha sostenuto il deputato sardo - è l’unica vera isola nel
Mediterraneo senza metano dove l’energia elettrica costa il 40% in più di
qualsiasi altra realtà, è l’unica regione dove i treni hanno una media oraria di 70 km/h e l’estensione della rete ferroviaria è di appena 18 metri ogni Kmq a fronte di 55 su scala nazionale. È la Sardegna l’unica regione dove la dotazione stradale anziché aumentare diminuisce, se in Italia l’indice è 100 in Sardegna è 45. Nell’indice generale delle dotazioni infrastrutturali economiche sociali l’Italia ha 100, il Mezzogiorno 80, la Sardegna appena 56».
«Tutto ciò - ha affermato il parlamentare - non solo non è accettabile ma
costituisce in fatto e in diritto una violazione costituzionale senza
precedenti. E’, quella dell’insularità, la ragione più condizionante e più indiscutibile della specialità sarda». «Nessuna festa dell’Unità nazionale ha ragione d’esistere - ha ribadito Pili - se il Paese non è messo nelle condizioni di recuperare i divari tra regioni e ancor di più se questi sono così marcati e invasivi come quelli che gravano sulla Sardegna. “ Per questa ragione, ormai più di un anno fa, abbiamo presentato alla Camera - ha detto Pili - una proposta di legge che vuole essere un contributo fattivo e propositivo alla predisposizione rivendicata e auspicata, necessaria e inderogabile di un decreto attuativo del Federalismo fiscale che riguardi la specialità insulare, in particolare della Sardegna».
«Una proposta di legge che abbiamo chiamato Paris, acronimo di Piano Attuativo Riequilibrio Insulare Sardegna. “Paris” in sardo, però, ha un duplice significato: pari e insieme. “Pari” devono essere le condizioni, “insieme” il metodo per perseguire gli obiettivi. Per “pari” s’intende l’eliminazione e la compensazione dei divari insulari nei trasporti, nell’energia, nell’istruzione, nelle infrastrutture, nell’economia e nello stato sociale. Per “insieme” s’intende il Popolo Sardo, la Regione, lo Stato, l’Unione Europea. Si tratta di nuova visione dell’Autonomia regionale sarda: non solidarietà ma diritti, riequilibri e non vantaggi, ciò che ci spetta e non ciò che ci viene concesso».
«La riforma del Federalismo Fiscale volge al termine – aggiunto Pili - e se non ci saranno proroghe, entro il 6 maggio dovranno essere predisposti tutti i decreti attuativi per l’attuazione della riforma. Per questa ragione esorto le massime cariche dello Stato - ha chiesto Pili - a creare le condizioni affinché, prima della scadenza dei termini della legge delega sul Federalismo, sia predisposto un decreto attuativo sull’insularità che, miri a superare una specialità indefinita, per giungere a riconoscere, misurare e compensare i divari insulari sul piano strutturale e infrastrutturale, economico e sociale, giuridico e istituzionale».
Nella foto: Mauro Pili
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