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Red 23 aprile 2011
Bruno, Uras, Salis: «basta con questo disastro»
«Cgil, Cisl e Uil hanno colto nel segno: è ora di dire basta, la Sardegna precipita nel baratro ed il presidente Cappellacci da più di due anni non va oltre sterili slogan e spot propagandistici». Lo sostengono Mario Bruno, capogruppo PD in Consiglio Regionale ed i suoi colleghi del centrosinistra Luciano Uras e Adriano Salis


CAGLIARI - «CGIL, CISL e UIL hanno colto nel segno: è ora di dire basta, la Sardegna precipita nel baratro ed il presidente Cappellacci da più di due anni non va oltre sterili slogan e spot propagandistici». Lo sostengono Mario Bruno, capogruppo PD in Consiglio Regionale ed i suoi colleghi del centrosinistra Luciano Uras (Sel) e Adriano Salis (IdV).

Secondo i capigruppo dell’opposizione in Consiglio Regionale «la legislatura è finita per manifesta incapacità di chi governa la Sardegna, ed è bene ribellarsi con tutti i mezzi democratici al procrastinarsi di questa incredibile situazione di paralisi. Noi stiamo dalla parte dei lavoratori e delle loro organizzazioni che pretendono risposte e non solo annunci».

«Siamo quasi a metà legislatura – sostengono Bruno, Uras e Salis - e il centrodestra ci arriva senza neanche avere la percezione del disastro sociale al quale assiste come spettatore inerte, limitandosi a subire passivamente le imposizioni che arrivano da Roma: i tagli sistematici all’istruzione, il deficit mostruoso ed il malgoverno della sanità, lo smantellamento del “sociale”, l’assenza di prospettive e di idee per il lavoro e lo sviluppo, il fallimento della vertenza entrate, la mancata revisione del patto di stabilità, lo scippo dei fondi FAS, la mancata spendita dei fondi strutturali, il vuoto sulle riforme. È il peggiore governo della storia dell’Autonomia».

«Prima si avviano le procedure per liberare la Sardegna dalla destra e meglio sarà per i sardi - concludono i capigruppo del centrosinistra - non è più il tempo delle parole. Noi continueremo a fare la nostra parte nelle istituzioni, ma anche in piazza con i cittadini e con i sindacati per chiedere fatti concreti e perché chi ha dato prova di non saper governare, promettendo sorrisi, tolga il disturbo al più presto».
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