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M.V. 30 aprile 2011
Strappo sindaco-minoranza | Documento
Il documento integrale a firma dei consiglieri Ansini Nina, Calvia Franco, Curedda Vittorio, Daga Enrico, Dinolfo Valdo, Piras Angelo, Salvio Nicola, Scala Gavino, Tanchis Gavino, Tedde Matteo e Angelo Piras


ALGHERO - Se questa non è crisi, poco ci manca. A pochi giorni dall'attesa discussione in aula di via Columbano del Piano Urbanistico Comunale, la maggiornaza che governa la città da circa nove anni non riesce a garantire il numero legale, nonostante gli argomenti all'ordine del giorno risultino tutt'altro che irrilevanti. L'Udc, infatti, decide di far pesare la sua assenza. Ed è proprio dopo l'approvazione del regolamento per l'abbattimento di Ici e Tarsu per le nuove imprese che l'opposizione ha deciso di abbandonare l'aula, palesando la crisi di numeri della maggioranza. Sul tavolo lo spostamento sul Lungomare Barcellona di due grandi strutture da destinare, pare, ai club velici cittadini. Ecco il documento integrale a firma dei consiglieri Ansini Nina, Calvia Franco, Curedda Vittorio, Daga Enrico, Dinolfo Valdo, Piras Angelo, Salvio Nicola, Scala Gavino, Tanchis Gavino, Tedde Matteo e Angelo Piras.

L'avrebbero fatto. Avrebbero concesso la realizzazione di due immobili lungo il tracciato del loro vanto, la passeggiata Busquets. Ne avrebbero compromesso la destinazione, un itinerario panoramico e ristoratore, pensato e progettato ben prima che l'amministrazione Tedde inventasse lo show di un'iniziativa tutta sua, di una paternità esclusiva. Non è in discussione il legittimo interesse di due club nautici alla realizzazione di due strutture di rappresentanza. In discussione è il proposito, incenerito dalla stessa inconsistenza della maggioranza, di tradire l'interesse collettivo alla frequentazione di uno spazio pubblico di pregio, al mantenimento, senza sfregi, di spazi liberi, senza i quali non c'è tempo che sia libero, che sia tale per tutti. L'avrebbero fatto, ma non hanno potuto. L'intera minoranza, e una parte della maggioranza per la quale interesse pubblico ha evidentemente valore, ha deciso di non starci. Di fronte alla mancanza di sei consiglieri di maggioranza alla votazione, l'opposizione ha deciso unanimemente di far mancare il numero legale, di non ridursi alla conta dei voti con 14, sì, 14 voti componenti di maggioranza. Con questi numeri definirla tale è ridicolo. Ridicolo pensando approdo del P.U.C. in consiglio. Il Sindaco Tedde poteva limitarsi a prendere atto del deserto che lo circonda. Prima dello scioglimento dell'assemblea ha invece tenuto un breve discorso senza senso, sostenendo che la mancata maggioranza su quel provvedimento era un puro fatto quantitativo. Per usare il suo gergo la democrazia è un fatto quantitativo. Correggendone il tono sprezzante, è questione di numeri, e non di pesi; di teste che pensano, e che dopo aver pensato, appunto, si contano. Troppe teste che pensano, sembra che il Sindaco non le possa più contare.
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