Cambia il vento in Sardegna dove tutte le principali città dell'Isola hanno abbandonato il sogno berlusconiano. Ad Alghero partiti in campagna elettorale per le elezioni del 2012
ALGHERO - Dopo Olbia, anche Cagliari volta pagina. Proprio come successo in città simbolo del Pdl e Berlusconi, come Milano e Trieste, addirittura Novara (col candidato della Lega). Così le più importanti città della Sardegna (come aveva votato Sassari qualche mese fa) bocciano senza indugio il centrodestra compatto, dal Pdl ai Riformatori. Evidente la voglia di cambiamento dei Cagliaritani, come era stata evidente e secca la batosta inflitta quindici giorni fa al coordinatore regionale de Pdl a Olbia (Settimo Nizzi ndr).
Probabilmente il
ghe pensi mi di Berlusconi non funziona più neppure negli storici feudi azzurri. Evidentemente i milanesi si sono liberati della paura di vedere
la città invasa da zingari e comunisti, e i sardi si son rotti di sentire promesse mai realizzate. Anche Alghero nel suo piccolo paga le scelte di un Governo avaro con l'Isola, che non riconosce in termini d'investimenti quanto dovuto. E così non partono i lavori per l'aerostazione e vanno a rilento quelli per la Sassari-Alghero: tutte opere programmate con i fondi Fas nazionali. E intanto la disoccupazione segna record nazionali.
Proprio Alghero, in Sardegna, rimane l'ultimo feudo berlusconiano. Governata nell'ultimo decennio ininterrottamente dal Centro-destra in puro "stile Berlusconi", col Sindaco che incarna il partito stesso (il Pdl appunto), la città si appresta a vivere una lunga e incerta campagna elettorale che porterà dritti alle elezioni amministrative del 2012.
Nella foto: Marco Tedde e Silvio Berlusconi
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