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Red 22 giugno 2011
Buoncammino: a casa donna di 130kg
Il Giudice di Sorveglianza, dott.ssa Elisabetta Mulargia, accogliendo la richiesta dei legali della donna Gianluca Bella e Umberto Papandrea, ha concesso infatti il differimento pena


CAGLIARI - E’ tornata a casa la donna obesa di 130 kg cardiopatica e diabetica. Il Giudice di Sorveglianza, dott.ssa Elisabetta Mulargia, accogliendo la richiesta dei legali della donna Gianluca Bella e Umberto Papandrea, ha concesso infatti il differimento pena. Determinanti nella valutazione sono state le condizioni di salute della detenuta. Il provvedimento provvisorio, reso immediatamente esecutivo, ha permesso alla signora Pasqua Porcu, 57 anni, di Bitti (Nuoro) di lasciare il carcere di Buoncammino e ritornare nella dimora familiare dove potrà fruire di un ambiente idoneo ad affrontare le cure di cui ha bisogno.

«Ancora una volta – afferma Maria Grazia Caligaris, presidente dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme” – la Magistratura di Sorveglianza, con un atto di coraggio, ha reso giustizia a una persona le cui gravi condizioni di salute avevano richiesto il ricovero urgente in ospedale. Il provvedimento è stato adottato tenendo conto dell’incompatibilità con il regime detentivo».

La vicenda che ha portato all’arresto di Pasqua Porcu risale a 20 anni fa, ma si è conclusa dopo diversi gradi di giudizio, lo scorso mese di febbraio quando i Carabinieri della Stazione di Bitti (Nu) hanno dato esecuzione all'ordine di carcerazione della Procura della Repubblica di Nuoro. La donna, 57 anni, al momento dell'arresto si trovava all'ospedale "San Francesco". Non era stata mai in carcere ma la condanna definitiva a sei anni e otto mesi di reclusione ha comportato il provvedimento di carcerazione nonostante la vicenda che la vede coinvolta risale al 1991. Assistita dal marito e dai figli la donna, in considerazione di nuovi elementi emersi intende chiedere la revisione del processo.

Particolarmente provata dalla malattia, la donna, madre di tre figli, due dei quali vivono stabilmente a Milano dove lavorano e sono disponibili ad ospitarla, non riesce a capacitarsi della condanna. «Non ho commesso alcun reato – ha più volte affermato nel corso dei colloqui con i volontari dell’associazione SDR – e spero prima o poi di poter dimostrare la totale estraneità all’infamante accusa che mi è stata rivolta».

Nella foto: il carcere di Buoncammino di Cagliari
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